MONDO

La città santa per 3 religioni capitale di Israele

Trump sposta l'Ambasciata americana a Gerusalemme: "Oggi l'annuncio". Ed è massima allerta

La scelta crea preoccupazione in Europa, mentre insorge il mondo arabo. Gruppi palestinesi proclamano "3 giorni di collera". Alfano: l'Italia è contraria. Appello del Papa: saggezza e prudenza, evitare nuove tensioni

Condividi

Nonostante il rischio molto concreto di infiammare una parte di mondo storicamente molto calda la Casa Bianca tira dritto. "Non è una presa di posizione politica" quanto la constatazione di "una realta' storica e attuale". Così, nel confermare che nelle prossime ore il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump riconoscerà Gerusalemme quale capitale di Israele, fonti senior dell'amministrazione americana spiegano la svolta.

"Un promessa da mantenere"
La decisione frutto di una promessa avanzata da tempo e che il presidente Trump insiste vada mantenuta. cosi' si conferma anche l'avvio dell'iter per il trasferimento dell'ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme, che non avverra' pero' nell'immediato, bensi' si tratta di un processo destinato a spalmarsi negli anni. Di sicuro per i prossimi sei mesi almeno la sede diplomatica restera' ancora a Tel Aviv, per disposizione dello stesso presidente.

E le fonti della Casa Bianca che confermano lo strappo - dopo che lo stesso Trump aveva effettuato una serie di telefonate con leader internazionali, a partire dai diretti interessati il premier israeliano Benyamin Netanyahu e il leader dell'autorita' palestinese Abu Mazen - insistono nel sottolineare che si tratta quasi di una 'constatazione dell'ovvio', sganciata tra l'altro dal processo di pace su cui l'amministrazione Usa esprime immutata determinazione.

"A lungo la posizione degli Stati Uniti ha mantenuto questa ambiguità, o mancanza di riconoscimento che in qualche modo potesse avanzare il processo di pace - rimarcano fonti senior dell'amministrazione -. Sembra chiaro adesso che la posizione fisica dell'ambasciata non costituisca oggetto dell'accordo di pace. Quindi, dopo aver provato questa strada per 22 anni, una constatazione della realta' rappresenta un cambiamento importante".

"Reazioni negative? Possibili"
Rispetto alle possibili reazioni all'annuncio poi la Casa Bianca riconosce che "alcune parti" potrebbero reagire negativamente. Non entra in dettaglio ma ammette che il piano non e' completo, "ci stiamo lavorando", sostenendo che "c'e' il tempo per metterlo a punto e valutare quali sono le sensazioni dopo che questa notizia verra' elaborata".

Cresce l'allerta a Gerusalemme e nei Territori
L'annuncio ufficiale ancora non c'è stato ma le conseguenze non sono difficili da immaginare, tant'è che Israele si sta preparando a fronteggiare una rivolta palestinese. Montano i timori per possibili manifestazioni di protesta e disordini, al punto che lo stesso consolato degli Stati Uniti a Gerusalemme ha diramato un comunicato in cui invita il personale americano, i loro familiari e in piu' in generale i cittadini americani, ad evitare spostamenti non essenziali in parti della citta' e in Cisgiordania in vista di possibili manifestazioni. Mentre e' stato anche deciso il riposizionamento di un piccolo gruppo di truppe americane, per essere piu' vicino a paesi che presentano timori di disordini. 

Gruppi palestinesi e islamici indicono "3 giorni di collera" 
Le fazioni palestinesi e islamiche hanno proclamato "tre giorni di collera" contro la decisione americana di riconoscere Gerusalemme capitale di Israele e di spostare l'ambasciata americana da Tel Aviv alla Città santa per a tre religioni. Lo riferisce il Jerusalem Post. I tre giorni cominceranno domani e finiranno venerdì: "Facciamo appello alla nostra gente in Israele e nel mondo a radunarsi nei centri delle città' e di fronte alle ambasciate e ai consolati israeliani con l'obiettivo di manifestare la rabbia del popolo". 

Portavoce Fatah: proteste siano pacifiche
Nasser al-Qidwe, un portavoce diFatah, partito del presidente Abu Mazen, ha fatto appello per "proteste non violente" contro la decisione di Donald Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele. In una conferenza stampa a Ramallah, citata dai media palestinesi, al-Qidwa ha detto che le proteste di rabbia palestinese dovrebbero essere espresse "in modo pacifico e senza danni così da essere utili alla causa nazionale palestinese a questo riguardo".

Alfano: Italia contraria alla scelta di Trump
Roma è "molto preoccupata" e "contraria" alla decisione americana di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele. L'Italia, ha detto il ministro degli Esteri, Angelino Alfano, "non è stata consultata né coinvolta nel processo decisionale" che ha portato a questa scelta. "Non intendiamo retrocedere - ha sottolineato Alfano nel corso di Porta a Porta - dall'unica soluzione a due Stati, ed è nostro auspicio che nel suo discorso Donald Trump ribadisca di avere fede nella soluzione due Stati due popoli". Quanto allo status di Gerusalemme, ha concluso Alfano, questo va "stabilito nel negoziato di pace" tra israeliani e palestinesi. 

Re Salman a Trump: Gerusalemme capitale è provocazione 
Il riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele "rappresenterebbe una flagrante provocazione per i musulmani in tutto il mondo", ha detto il re saudita Salman bin Abdulaziz Al Saud al presidente Usa Donald Trump nel corso della odierna conversazione telefonica. Lo scrive l'agenzia di stampa ufficiale saudita. Una mossa di questo tipo "prima del raggiungimento di una intesa minerebbe il negoziato di pace in corso e costituirebbe una escalation in tutta la regione".

Mogherini: evitare atti che minano gli sforzi di pace
E c'è infine l'Europa. Federica Mogherini, capo della diplomazia dell'Unione, ha avvisato sulle "pesanti ripercussioni sull'opinione pubblica in vaste aree del mondo" che la decisione di Trump potrebbe avere. L'Ue, che sostiene le soluzione dei due Stati, ha avvertito gli Usa di non prendere iniziative che potrebbero mettere a rischio il processo di pace. "Dall'inizio dell'anno, l'Unione europea ha chiarito le sue aspettative che ci possa essere una riflessione sulle conseguenze che potrebbe avere qualunque decisione o atto unilaterale sullo status di Gerusalemme", ha scritto in una nota Mogherini. "Il focus dovrebbe perciò restare sugli sforzi per riavviare il processo di pace e sull'evitare qualunque atto che possa minare questi sforzi".

Macron: risolvere questione Gerusalemme dentro i negoziati
Ieri, il presidente francese, Emmanuel Macron, ha espresso la sua "preoccupazione" a Trump. Il capo dell'Eliseo ha ricordato che la questione dello "status di Gerusalemme dovrà essere risolta nel quadro dei negoziati di pace fra israeliani e palestinesi". 

Papa: no a nuove tensioni, rispetto dello status quo
"Il mio pensiero vaora a Gerusalemme. Al riguardo, non posso tacere la mia profondapreoccupazione per la situazione che si è creata negli ultimi giorni e, nello stesso tempo, rivolgere un accorato appello affinché sia impegno di tutti rispettare lo status quo della città, in conformità con le pertinenti Risoluzioni delle Nazioni Unite". Così il Papa in udienza generale, invitando a "saggezza e prudenza, per evitare di aggiungere nuovi elementi di tensionein un panorama mondiale già convulso e segnato da tanti e crudeli conflitti".   "Gerusalemme - ha detto il Pontefice nel suo appello - è una città unica, sacra per gli ebrei, i cristiani e i musulmani, che in essa venerano i Luoghi Santi delle rispettive religioni, ed ha una vocazione speciale alla pace". "Prego il Signore - ha concluso Francesco - che tale identità sia preservata e rafforzata a beneficio della Terra Santa, del Medio Oriente e del mondo intero e che prevalgano saggezza e prudenza, per evitare di aggiungere nuovi elementi di tensione in un panorama mondiale già convulso e segnato da tanti e crudeli conflitti".

Condividi