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MONDO

La polemica

Trump: è triste rimuovere le statue che celebrano la storia americana

Il presidente Usa su Twitter torna anche a respingere le accuse dopo il suo commento sulla "responsabilità di entrambe le parti" per gli scontri di Charlottesville: "E' una bugia che io equipari i neonazisti ai loro avversari"

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Donald Trump considera "triste" che statue e monumenti che celebrano la storia americana siano rimossi. Il presidente Usa lo ha scritto su Twitter, a proposito delle opere abbattute nei giorni scorsi  - che i suprematisti bianchi vogliono invece restino al loro posto - dopo le violenze scoppiate a Charlottesville proprio per la rimozione della statua del generale Robert E. Lee.

"E' triste vedere la storia e la cultura di questo nostro grande Paese fatte a pezzi dalla rimozione dei nostri bei monumenti e statue", ha scritto Trump sul social network. E ha aggiunto: "Non si può cambiare la storia, ma si può imparare da essa". E ancora: "La bellezza che viene tolta dalle nostre città e parchi ci mancherà molto e non sarà adeguatamente rimpiazzata".





L'attacco al deputato repubblicano Graham
Poco prima, Trump se l'era presa con il deputato repubblicano Lindsey Graham accusandolo di "aver dichiarato il falso" quando gli ha atribuito l'affermazione che "c'è equivalenza morale tra KKK, neonazisti e suprematisti bianchi e persone come Heater Hayer", la ragazza rimasta uccisa negli incidenti in Virginia.

Per Trump di tratta di una "bugia disgustosa" e rivolto all'esponente repubblicano pronostica: "Non soltanto può dimenticarsi la sua vittoria elettorale, ma la gente della Carolina del Sud si ricorderà" della sua presa di posizione.
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