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Nordafrica

Tunisia, dilaga la protesta contro gli aumenti dei prezzi: scontri e saccheggi in tutto il Paese

La protesta popolare era nata nei giorni scorsi contro l'ondata di aumento dei prezzi per l'entrata in vigore della finanziaria 2018, che ha introdotto maggiorazioni per carburanti, assicurazioni, servizi, un aumento dell'iva dell'1%, e altre misure adottate dal governo per cercare di contenere la spesa pubblica. Nelle regioni del centro e del sud la protesta assume anche un valenza sociale contro la disoccupazione e la marginalizzazione dei giovani

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Scontri e disordini tra gruppi di giovani manifestanti e forze dell'ordine si sono verificati in varie citta' tunisine fino a tarda notte: Thala, Kasserine, Sbeitla, Bouhajla, Oueslatia (Kairouan), Douz, Kebili, Gafsa, Tebourba e Citè Ettadhamen (Tunisi).

Le manifestazioni di protesta contro l'aumento del costo della vita e la marginalizzazione sono spesso degenerate in violenze. Si registra anche la morte di un 43enne che aveva preso parte alle proteste a Tebourba, notizia confermata dal ministero tunisino della salute anche se viene esclusa la presenza di segni di violenza e si attribuisce la morte a un malore accusato dall'uomo. Le cronache raccontano anche di un saccheggio di un supermercato a Citè Etthadamen, sobborgo popolare della capitale.

A Citè Zouhour, nel governatorato tunisino di Kasserine, i reparti dell'esercito schierati in serata hanno riportato la calma in citta' dopo una giornata di scontri e tensioni.

Il Ministero: "Opera di bande di violenti"
Il portavoce del ministero dell'interno Khalifa Chibani, ha dichiarato in nottata alla radio locale Mosaique che i fatti di queste ore non hanno nulla a che vedere con i tratti delle manifestazioni pacifiche e nessun collegamento con le proteste per l'aumento dei prezzi ma che si e' trattato di bande di violenti che hanno approfittato della situazione per saccheggiare e rubare.

Il portavoce del ministero ha stilato anche un parziale bilancio dei disordini: i manifestanti hanno attaccato il posto di polizia di El Battan alla Manouba bruciando l'ufficio del comandante, l'agenzia delle finanze di El Gtar a Gafsa rubando una quantita' di tabacchi lavorati, il deposito comunale di auto della regione rubando due autoveicoli e due moto, un supermercato a Citè Intilaka nei pressi della capitale, il deposito comunale di el Bassatine a Kasserine rubando 34 moto.

Lanciate anche alcune molotov a Kasserine: sei gli agenti feriti. A Tebourba i manifestanti hanno attaccato la sede della delegazione di governo incendiandone alcuni mobili, oltre ad aver tentato di attaccare una filiale bancaria e svaligiarne il bancomat.

La protesta popolare era nata nei giorni scorsi contro l'ondata di aumento dei prezzi per l'entrata in vigore della finanziaria 2018, che ha introdotto maggiorazioni per carburanti, assicurazioni, servizi, un aumento dell'iva dell'1%, e altre misure adottate dal governo per cercare di contenere la spesa pubblica. Nelle regioni del centro e del sud la protesta assume anche un valenza sociale contro la disoccupazione e la marginalizzazione dei giovani.
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