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MONDO

Terrore a Tunisi

Malore per il presidente tunisino Essebsi dopo gli attentati di Tunisi. Il portavoce: "Non è morto"

Il principale consigliere della presidenza smentisce le voci sulla presunta morte del capo dello Stato  che si rincorrono da circa un'ora dopo che la presidenza ha annunciato che  è stato portato nell'ospedale militare di Tunisi a seguito di un "grave malore".

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Nel giorno in cui il terrore torna a colpire Tunisi un grave malore colpisce il suo presidente, tanto che il portavoce è costretto a smentire le voci dell'improvvisa morte che si cominciano a diffondere sui media e sui social. 

La morte smentita
 Il principale consigliere della presidenza della Tunisia, Firas Guefrech, smentisce le voci sulla presunta morte del capo dello Stato Beji Caied Essebsi, che si rincorrono da circa un'ora dopo che la presidenza ha annunciato che  è stato portato nell'ospedale militare di Tunisi a seguito di un "grave malore". "Per favore non seguite i rumors..La situazione del presidente è stabile", afferma il consigliere.

Il primo presidente eletto democratimente
Essebsi, 92 anni, è il primo presidente democraticamente eletto della Tunisia. È arrivato al potere nel 2014, tre anni dopo la rivoluzione che pose fine a 23 anni di dittatura di Zine El Abidine Ben Ali dando il via alla cosiddetta Primavera araba.

Un veterano della politica, Essebsi era già stato consigliere sotto Habib Bourguiba, cioè il padre dell'indipendenza della Tunisia dalla Francia, e aveva anche ricoperto una serie di incarichi di rilievo sotto Ben Ali. Negli anni era stato direttore della polizia nazionale e ministro dell'Interno, poi titolare del portafoglio della Difesa, ambasciatore in Francia, inviato della Tunisia in Germania e anche ministro degli Esteri. Ha ricoperto la presidenza del Parlamento nel 1990 e 1991. Dopo la rivoluzione del 2011, ha fondato ed è diventato presidente del nuovo partito Nidaa Tounes.

Ad aprile scorso ha annunciato la sua intenzione di non ricandidarsi alle elezioni presidenziali in programma per novembre, per lasciare il posto a qualcuno di più giovane.

"Penso che non mi presenterò" perché bisogna "fare largo ai giovani", ha detto, quattro giorni dopo le dimissioni dell'algerino Abdelaziz Bouteflika, costretto a gettare la spugna sotto le pressioni della piazza e dei militari.

In Tunisia le elezioni parlamentari sono in programma per il 6 ottobre, quelle presidenziali per il 17 novembre.
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