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Nordafrica

Tunisia, infuria la protesta: oltre 200 arresti in tutto il Paese

Una folla di manifestanti ha tentato di dare fuoco alla sinagoga di Djerba, principale tempio giudaico del Paese

Nuova, preoccupante escalation delle proteste contro il caro-vita in Tunisia: una folla di manifestanti ha tentato di dare fuoco alla sinagoga di Djerba, principale tempio giudaico del Paese. Lo riferiscono oggi media arabi.

"Nella notte c'è stato un tentativo fallito di dar fuoco con bottiglie incendiarie alla Casa della Preghiera nel quartiere ebraico a Djerba", ha scritto - sulla sua pagina Facebook - Illy el Trabisli, figlio del responsabile della sinagoga.


"Non ci sono state vittime e le forze di sicurezza, insieme alle guardie civili, stanno ora garantendo la sicurezza", ha aggiunto.

Più di 200 persone sono state arrestate e decine sono rimaste ferite negli scontri avvenuti nella notte in diverse città della Tunisia, a seguito delle proteste contro l'aumento dei prezzi nel paese nord africano. Il portavoce del ministero, Khalifa Chibani ha detto alle radio locali che nella notte è stato saccheggiato un supermercato Carrefour nella periferia sud di Tunisi e che almeno 49 agenti di polizia sono stati feriti durante gli scontri avvenuti in tutto il paese, a seguito dei quali sono state arrestate 206 persone.
    Centinaia di giovani sono scesi in piazza a Tebourba, 30 km a ovest di Tunisi, dove ieri è stato sepolto il manifestante rimasto ucciso durante le proteste di lunedì.
 


Il precedente del 2002
Meta di pellegrini provenienti da tutto il mondo, la sinagoga di Djerba nel 2002 è stata oggetto di un attacco terroristico costato la vita a ventuno persone, tra cui quattordici cittadini tedeschi.

La protesta nata dai rincari
La protesta popolare era nata nei giorni scorsi contro l'ondata di aumenti dei prezzi per l'entrata in vigore della finanziaria 2018, che ha introdotto maggiorazioni per carburanti, assicurazioni, servizi, un aumento dell'Iva e altre misure adottate dal governo per cercare di contenere la spesa pubblica. Nelle regioni del centro e del sud, la protesta assume anche un valenza sociale contro la disoccupazione e l'emarginazione dei giovani.