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MONDO

Il presidente del Consiglio su Expo

Turandot, Renzi: pronti a tutto per evitare figuracce. Lavoratori: 1° maggio diritto indisponibile

Da tempo il teatro alla Scala ha in programma una Turandot nella festa del Lavoro, una sorta di inizio della stagione di Expo. Cisl, Fials e Uil hanno dato la disponibilità. La Cgil ribatte che il primo maggio è un diritto ''indisponibile''

(Foto ansa)
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Milano Potrebbe essere a rischio la rappresentazione dell'opera "Turandot" il primo maggio, in occasione dell'apertura di Expo 2015. Ma il presidente del Consiglio Matteo Renzi alle minacce di una parte dei lavoratori del Teatro alla Scala di Milano risponde duramente: "Noi siamo pronti a tutto anche a misure normative". 

Cgil: 1°maggio è un diritto indisponibile
Da tempo il teatro ha in programma una Turandot nella festa del Lavoro, una sorta di inizio della stagione di Expo. Cisl, Fials e Uil hanno dato la disponibilità a lavorare. La Cgil ribatte che il primo maggio è un diritto ''indisponibile'', come ha sancito la Corte di Cassazione. Il che significa che ciascuno può decidere se lavorare o meno (e non si tratta di scioperare ma semplicemente di un giorno di festa). Il sovrintendente Alexander Pereira ha chiesto ai dipendenti di firmare entro il 31 gennaio una lettera per dare la disponibilità a lavorare. Queste buste però non sono state ancora aperte e per ora non ci sono dati ufficiali.

Renzi: "Pronti a tutto"
Nell'intervento di chiusura dell'evento "Expo delle idee" di ieri all'Hangar Bicocca del Capoluogo lombardo Renzi ha raccontato dell'eccezionalità della Scala, di chi già pensa a prendere i biglietti: "Se c'è una qualche minoranza che pensa di poter bloccare non in nome del sacrosanto diritto di sciopero, ma di un inaccettabile boicottaggio, noi siamo pronti a tutto [...] Trovo impossibile che ci sia una minoranza che voglia dare un'immagine che non appartiene alla maggior parte degli italiani".

Lavoratori: "Abbiamo il diritto di rifiutarci"
Per ora i lavoratori della Cgil prendono tempo. ''Vediamo - spiegano - il nostro non è boicottaggio. Dicevamo solo che abbiamo il diritto di rifiutarci. Se diventa obbligatorio, lavoreremo''. Tutti sono d'accordo però che vanno smorzati i toni.
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