MONDO

Era stato fermato il 9 aprile al confine con la Siria

Turchia,Gabriele Del Grande è in Italia: "Sto bene, ma sono stato vittima di violenza istituzionale"

Ad attenderlo all'aeroporto di Bologna, dove il giornalista è atterrato intorno alle 10.30 a bordo di un aereo Turkish airlines proveniente da Instanbul, il ministro degli Esteri Alfano, che questa mattina ha annunciato la sua liberazione in un tweet. La telefonata di Gentiloni: "Bentornato". Il padre: "Un grande giorno". L'abbraccio con i familiari

Gabriele Del Grande poco dopo l'atterraggio a Bologna viene accolto dal ministro Alfano
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"Sto bene, il problema è stata la detenzione, la privazione della libertà personale. Non ho subito alcun tipo di violenza". Gabriele Del Grande è atterrato da pochi minuti all'aeroporto di Bologna. Un aereo della Turkish airlines lo ha finalmente riportato in Italia. Ad aspettarlo ci sono i familiari, il ministro Alfano, che alle 7.32 di questa mattina ha annunciato la sua liberazione con un tweet. Ci sono i cronisti. Arriva il "bentornato" del premier Gentiloni, che lo chiama appena raggiunta una saletta riservata dello scalo.

"Sono stato vittima di una violenza istituzionale. Quello che mi è successo è illegale, un giornalista privato della libertà mentre sta svolgendo un lavoro in un paese amico" spiega, salutando "tutti i giornalisti che sono ancora in carcere in condizioni peggiori della mia in Turchia e in tutto il mondo".

La notizia della sua liberazione è arrivata un po' a sorpresa. In queste ultime ore, infatti, il determinato lavoro della diplomazia italiana si era fatto più silenzioso e più pressante, tanto da ottenere un'accelerazione sui tempi per la procedura di espulsione decisa dalle autorità di Ankara, presa "dopo il completamento delle indagini" avviate nei confronti di Del Grande. "Non ho ancora capito perchè sono stato fermato, gli avvocati cercheranno di capirlo" ha detto Gabriele, parlando con i cronisti. "Non mi è stato torto un capello" ha ribadito, precisando che a fermarlo sono stati "agenti in borghese", per cui non è riuscito a capire se fossero poliziotti o militari. "Sono stato fermato e sono uscito stanotte dal luogo dove mi trovavo" ha spiegato.

"Ringrazio tutti, anche chi a livello turco si è mosso per me, dall'ambasciatore al ministro degli Esteri della Turchia. Oggi fortunatamente sono libero" dice prima di allontanarsi accompagnato dalla compagna Alexandra e dai genitori. "Dove vado ora? Adesso vado a mangiare! Dopo sette giorni di sciopero della fame...". 

L'attesa notizia in un tweet di Alfano: "Gabriele Del Grande è libero"
E' con un tweet postato alle 7.32 di questa mattina che il ministro degli Esteri ha annunciato la liberazione di Gabriele, fermato il 9 aprile dalla polizia turca al confine con la Siria. Partito in aereo da Roma,, ha accolto Del Grande direttamente sulla pista dello scalo bolognese. E' "la migliore vigilia della nostra festa di liberazione" ha detto, "è andato tutto secondo le loro procedure, ringrazio la rete diplomatica e il ministro degli esteri turco con il quale ci sono state tante telefonate nel silenzio della mia comunicazione pubblica".

"Gabriele Del Grande è libero. Gli ho parlato adesso, sta tornando in Italia. Ho avuto la gioia di avvisare i suoi familiari. Lo aspettiamo", ha scritto il ministro.


 
Alfano ha aggiunto di avere ricevuto "questa notte" la notizia della "decisione" da parte del collega turco Mevlut Cavusoglu. "Lo ringrazio", ha aggiunto in un altro tweet.

Il papà: "Andiamo a prenderlo a Bologna"
Emozionato, Massimo Del Grande ha annunciato che il figlio "dovrebbe arrivare verso le 10.15 di questa mattina a Bologna". "Stiamo andando a prenderlo, è un gran giorno", ha detto Del Grande a Rainews 24. "Mi ha chiamato il ministro Alfano. Ci hanno detto che sta bene", ha detto ancora aggiungendo che la prima cosa che farà sarà di "abbracciarlo forte".

La compagna Alexandra: "Non me lo aspettavo"
"Mi ha chiamato il ministro Alfano questa mattina alle 7.30, non me lo aspettavo. Mi ha detto che l'aereo di Gabriele stava decollando. Chiaramente hanno lavorato per tutte queste due settimane, ma nelle utime ore hanno agito in maniera più incisiva". Cosi' Alexandra D'Onofrio, compagna di Gabriele Del Grande. Prosegue D'Onofrio: Gabriele sta bene, gli ho parlato ieri". Nonostante lo sciopero della fame "era positivo. Con lui c'è il nostro console. Siamo tutti a Bologna ad aspettarlo. Tutti noi della famiglia e tutti i suoi amici".

Il legale della famiglia: felicissimi per improvvisa liberazione
"Siamo felicissimi. Lo aspettiamo. La notizia è stata improvvisa e ci rende felicissimi. Non vediamo l'ora di riabbracciarlo". Così, questa mattina, al telefono, Alessandra Ballerini, legale della famiglia di Gabriele, commenta emozionata la notizia della sua liberazione. "Dovrebbe essere già in viaggio - aggiunge Ballerini - e dopo che sarà arrivato faremo tutte le valutazioni".

Alfano: "Notte passata al lavoro"
"La notte è passata al lavoro, è stato un lavoro in realtà silenzioso in questi giorni, comunque è andata bene, sono molto soddisfatto di questo" ha detto a Rainews il ministro degli Esteri commentando la liberazione di del Grande. "Sono davvero soddisfatto del lavoro che è stato fatto da tutti e del fatto che Gabriele torni a essere un uomo libero".

Le tappe della vicenda
Gabriele Del Grande, 34enne blogger, scrittore, reporter e regista lucchese viene fermato il 9 aprile durante un controllo di sicurezza nella provincia di Hatay, al confine sud-ovest della Turchia, in una zona in cui non è consentito l'accesso: i giornalisti devono essere muniti di accredito stampa rilasciato dalle autorità di Ankara. Lo stato di emergenza in vigore nel paese inasprisce il controllo, specie al confine siriano, dove il regista è stato trovato sprovvisto di tali documenti. 
L'11 aprile fonti diplomatiche riferiscono che Del Grande sarà espulso. Il giornalista è detenuto senza un'accusa formale di reato. Viene trasferito a Mugla, sulla costa egea, in un centro di identificazione ed espulsione, il che lascia ben sperare in una rapida risoluzione del caso.
Il 14 aprile la Turchia fa sapere di averlo spostato in una guest house e il giorno successivo le autorita' Ankara fa sapere che sta bene.
La prima telefonata a casa è però solo del 18 aprile: Del Grande annuncia uno sciopero della fame. La Farnesina ne chiede la liberazione e annuncia l'invio del console italiano a Mugla.
Il 19 aprile il blogger inizia uno sciopero della sete e della fame per protestare contro la violazione dei suoi diritti civili. Si stringe il pressing per la sua liberazione Dal ministro degli Esteri Angelino Alfano arriva una "ferma richiesta di immediato rilascio". I genitori chiedono aiuto: Gabriele è solo, viene continuamente interrogato in quanto il motivo del mancato rilascio sembra dovuto al suo lavoro di scrittore, dicono. La fidanzata aggiunge: fermato solo perché filmava i profughi. Si moltiplicano le richieste di liberazioni e le iniziative di mobilitazione. L'Alto rappresentante Ue Federica Mogherini chiede il rilascio.
Il 20 aprile dagli Usa il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni chiede una soluzione rapida e da Roma il ministro degli Esteri Angelino Alfano annuncia che Ankara ha concesso al giornalista di incontrare all'indomani il console italiano e il legale.
Venerdì 21 aprile, a 12 giorni dall'arresto, nove dei quali trascorsi in isolamento, Del Grande incontra il console italiano a Smirne Luigi Iannuzzi e il suo legale turco Taner Kilic. Il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani esorta alla "fermezza senza interrompere il dialogo" con la Turchia. Tra le iniziative per chiedere la liberazione del blogger, la liberazione, sit-in al Quirinale, a Berlino e a Bruxelles. Il quotidiano Il Tirreno si mobilita con una grande scritta "Gabriele Libero". Gigantografia su sede Provincia e Comune Lucca. Presidi, fiaccolate e richieste di liberazione da diversi comuni italiani, appelli da numerose istituzioni regionali, provinciali e comunali.
Il 23 aprile Del Grande interrompe lo sciopero della fame e riesce a chiamare la moglie in Italia.
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