MONDO

Manifestazioni contro la violenza sulle donne

Turchia, stuprata e bruciata: abiti neri in segno di lutto e rabbia per la morte di #ÖzgecanAslan

Non si ferma l'ondata di proteste contro la morte della studentessa Ozgecan Aslan, stuprata, uccisa e data alla fiamme in Turchia. Migliaia di persone sono scese in strada in diverse città del Paese e una campagna web ha acceso i rilfettori sullo sdegno contro la violenza sulle donne

Ankara Protesta Morte Aslan (AP)
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Stuprata, uccisa e data alle fiamme. È la descrizione del brutale omicidio della studentessa turca Ozgecan Aslan. La sua morte ha provocato proteste in tutta la Turchia, ha scatenato una campagna virale sui social network (che invita le donne a vestirsi di nero in segno di lutto e sdegno) e ha alzato polemiche su Erdogan, il quale in passato aveva pronunciato parole contro l'uguaglianza tra uomo e donna. 

Così in tutta la Turchia le donne si sono vestite di nero per protestare contro la brutale uccisione della studentessa ventenne, compresi personaggi pubblici come l'attrice Beren Saat. Su Twitter, Instagram e Facebook, migliaia di persone hanno pubblicato foto in cui indossano abiti neri per segnalare la loro opposizione alla violenza di genere. "Siete contrari alla violenza contro le donne? Vestitevi di nero in onore di Ozgecan Aslan, brutalmente uccisa e poi bruciata in Turchia", recita la campagna su Twitter.
 
Oltre 15 mila persone - sempre vestite di nero - hanno manifestato anche a Mersin, dove è stata ammazza la ragazza, dietro a uno striscione con la scritta "Lo stupro è un crimine contro l'umanità".
 
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