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Turchia: il quotidiano di opposizione Zaman dopo il commissariamento diventa pro-Erdogan

L'ultima copertina di Zaman
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Nella sua prima edizione dopo il commissariamento, il quotidiano di opposizione Zaman mostra ora una linea di forte supporto al governo di Recep Tayyip Erdogan. La prima pagina del giornale, normalmente fortemente critica nei confronti dell'operato del presidente, è oggi ricca di articoli di sostegno al governo. Il titolo principale riferisce di un ambizioso progetto del governo da tre miliardi di dollari per collegare i lati europeo e asiatico di Istanbul con un terzo ponte.

In linea con i tradizionali quotidiani filo-governativi, la prima pagina contiene anche immagini dei funerali dei soldati turchi "martiri" uccisi negli scontri con i ribelli curdi nel sud-est. C'è anche una nota sulla possibile revoca dell'immunità parlamentare ai deputati curdi, uno dei cavalli di battaglia del capo di stato. Una foto immortala il presidente che stringe la mano ad un'anziana donna in un richiamo che sottolinea il ricevimento organizzato al palazzo presidenziale per la festa delle donne dell'8 marzo.

Il premier turco Ahmet Davutoglu ha giustificato il commissariamento del quotidiano, accusandolo di essere parte dello "Stato parallelo" che stava tentando di creare il predicatore islamista Fetullah Gulen, ex amico di Erdogan. La decisione di mettere il quotidiano sotto il controllo del governo, ha spiegato durante una visita ufficiale in Iran, è un affare giudiziario e non politico.

Venerdì prima dell'irruzione della polizia anti-sommossa nella loro redazione di Istanbul, i giornalisti del quotidiano di opposizione erano riusciti a mettere insieme in fretta e furia un'edizione anticipata e dalla foliazione ridotta da 24 a sedici pagine.

Zaman, che con una media di 650.00 copie giornaliere vantava finora la maggiore tiratura nazionale, era potuto ancora uscire in edicola sabato senza censure. La Costituzione è sospesa", "La stampa turca ha appena vissuto una delle giornate più buie della propria storia", "Questa è un'assunzione di controllo organizzata dalle autorità", ha urlato il quotidiano prima di morire.

Sabato però i nuovi vertici amministrativi, una commissione composta esclusivamente da esterni, hanno provveduto a licenziare in tronco il direttore, Abdulhamit Bilici. A sua volta Sevgi Akarcesme, la responsabile dell'edizione in lingua inglese 'Today's Zaman', non ha potuto che denunciare via Twitter il taglio di tutte le connessioni Internet del giornale. "Non siamo più in grado di lavorare", ha annunciato. Per raggiungere le rispettive scrivanie, lei e i colleghi si erano dovuti sottomettere agli asfissianti controlli degli agenti schierati all'ingresso. 

Ue: molto preoccupati per Zaman, lunedì parleremo con Davutoglu
Il Commissario europeo per la Politica di vicinato e i negoziati per l'allargamento, Johannes Hahn, si è dichiarato ieri "estremamente preoccupato" per il commissariamento del giornale d'opposizione Zaman, dicendo che "mette in pericolo i progressi fatti dalla Turchia in altri ambiti". "Seguiremo questo caso da vicino. La Turchia, come Paese candidato, deve rispettare la libertà dei mezzi di comunicazione", ha scritto Hahn su Twitter. 

Usa: il commissariamento Zaman è preoccupante
Gli Stati Uniti ritengono "preoccupante" la decisione delle autorità turche di commissariare il quotidiano d'opposizione Zaman. "Vediamo questo come l'ultimo di un lunga serie di azioni giudiziarie e di polizia preoccupanti da parte del governo turco che prendono di mira media e altri critici", ha detto ieri il portavoce del dipartimento di Stato Usa, John Kirby.
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