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MONDO

Continua l'ondata di arresti ed epurazioni

Turchia, i numeri delle 'purghe' di Erdogan dopo il fallito golpe

Il totale delle persone in manette è salito a 15.846, tra cui 10.012 soldati. Oltre 130 media sono stati chiusi

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In Turchia il totale delle persone in manette è salito a 15.846, tra cui 10.012 soldati. Una cifra-monstre che si aggiunge a quella degli oltre 70 mila cacciati dalle pubbliche amministrazioni o privati delle licenze lavorative per insegnare. Da 41 università sono stati rimossi almeno 1.617 dipendenti, mentre 234 sono gli accademici arrestati. Per tutti, l'accusa è di legami con la rete di Fethullah Gulen, considerato da Ankara la mente del golpe.

L'esercito ha intanto completato la conta dei suoi 'traditori'. Al tentativo di colpo di stato, fanno sapere le Forze armate, hanno partecipato 8.651 "terroristi in divisa", pari all'1,5% di tutto l'esercito. Nelle loro mani, la notte del 15 luglio, c'erano 246 mezzi blindati, tra cui 74 carri armati, 35 aerei di cui 24 caccia da combattimento, 37 elicotteri, 3 navi e 3.992 armi leggere. Un arsenale che secondo Ankara prova la penetrazione e la pericolosità del progetto golpista, poi fallito. Sono 178 i generali e ammiragli arrestati finora in relazione al tentativo di golpe. Lo ha detto il ministro dell'Interno, Efkan Ala, precisando che per 151 di loro è già stato convalidato l'arresto. Si tratta di circa la metà del totale dei generali e ammiragli delle Forze armate. Ieri, 149 di loro sono stati congedati con disonore dall'esercito. I magistrati arrestati sono oltre duemila, circa 1500 i poliziotti.

Oltre 130 media sono stati chiusi in risposta al fallito golpe militare. Lo riferisce Hurriyet, diffondendo i dettagli di un decreto sullo stato di emergenza. In particolare sono state chiuse tre agenzie di stampa, 16 canali tv, 23 radio, 45 giornali, 15 magazine e 29 case editrici. Tra essi, l'agenzia Cihan, Zaman e Kanalturk. I giornalisti in carcere sono oltre cento.
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