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ITALIA

Sentenza

Uber, tribunale conferma blocco app: aumenta traffico e non garantisce sicurezza

Secondo i giudici, l'assenza di regole sui prezzi non è a vantaggio consumatori e il permesso di fare il 'driver' senza licenza non garantisce la sicurezza

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Il Tribunale di Milano ha confermato il blocco e l'inibizione del servizio Uber-Pop in Italia e ha deliberato di estendere l'ordine anche ai 'autisti' che concorrono slealmente nei confronti degli operatori taxi regolari.

La app Uberpop "non vale a limitare in alcun modo l'inquinamento o la concentrazione del traffico", anche perché "la clientela" del servizio probabilmente in "mancanza di Uber si rivolgerebbe" non ai tassisti ma "ai mezzi di trasporto pubblico di linea ovvero all'uso di biciclette o city cars", scrivono i giudici di Milano nella sentenza con cui hanno respinto il reclamo di Uber contro il blocco dell'applicazione.

Nel provvedimento, tra l'altro, il collegio, presieduto da Marina Tavassi, parla di "ragioni di sicurezza del consumatore" che il servizio, che permette a chiunque di fare il driver anche senza licenza, non garantirebbe.

In più, secondo i giudici, "il sistema dei prezzi di Uber Pop" non ha "regole predeterminate e trasparenti ed anche questo elemento non va certo a vantaggio dei consumatori". Per il Tribunale, poi, "sorprende che alcune Associazioni di consumatori siano intervenute a sostegno del reclamo proposto da Uber ipotizzando che tale servizio possa valere a ridurre l'inquinamento della città o il livello del traffico".   

I giudici della Sezione specializzata imprese di Milano, tra l'altro, hanno accolto anche il ricorso delle associazioni di categoria dei tassisti riguardante la singola posizione di un driver della app Uberpop. Ricorso questo che, invece, non era stato accolto nel primo provvedimento del maggio scorso.    

Lo scorso 26 maggio, infatti, il giudice monocratico della Sezione specializzata imprese, Claudio Marangoni, aveva accolto il ricorso in via cautelare ed urgente presentato dalle organizzazioni sindacali e di categoria dei tassisti e dei radiotaxi, che avevano chiesto l'oscuramento di Uber-pop e l' inibitoria del servizio, in quanto la multinazionale avrebbe fatto "concorrenza sleale" riuscendo a praticare tariffe piu' basse con autisti senza licenza. Il 10 giugno, inoltre, il presidente della sezione Marina Tavassi aveva respinto la richiesta di Uber di sospendere il blocco della app in attesa della decisione nel merito sul reclamo.
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