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ITALIA

Trenta pagine di motivazioni

Uccise Jessica Faoro, il gup: "Brutale violenza omicida per 'no' ad avances"

Il giudice motiva la condanna all'ergastolo inflitta lo scorso 14 dicembre ad Alessandro Garlaschi per l'omicidio della 19enne e parla di una "lucida volontà criminale"

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Una "lucida volontà criminale" che si trasforma in un atto "punitivo" di fronte al rifiuto di Jessica Faoro di soddisfare le sue avances e richieste sessuali. Così il giudice di Milano Alessandra Cecchelli motiva la condanna all'ergastolo inflitta lo scorso 14 dicembre scorso ad Alessandro Garlaschi per l'omicidio della 19enne,  avvenuto nell'appartamento dell'uomo in via Brioschi a Milano il 7 febbraio 2018.

Il 39enne ex tranviere che aveva dato ospitalità a Jessica in cambio di piccoli lavori domestici, ha agito con l'aggravante dei motivi futili e abietti, "innegabili le sevizie e la crudeltà adoperata", scrive il giudice che rileva una condotta "riprovevole", rivelandone "l'indole malvagia e l'insensibilità a ogni richiamo umanitario". 

Nelle 30 pagine di motivazioni il giudice ha ripercorso, passo dopo passo, quanto accaduto in quella terribile notte tra il 6 e il 7 febbraio dell'anno scorso senza tralasciare il benché minimo particolare, per evidenziare come non solo i fatti ma anche il movente sia stato "comprovato" dalle indagini condotte dalla Squadra mobile e coordinate dal pm Cristiana Roveda. Movente che "risiede nel fermo rifiuto - scrive il gup - opposto quella sera dalla ragazza di intrattenere Garlaschi con giochi erotici da lui pretesi, oltre che nella dichiarata volontà espressa da Jessica anche poche ore prima dell'omicidio di andarsene definitivamente dall'abitazione dell'uomo, ormai troppo opprimente per le continue richieste di attenzioni e prestazioni sessuali rivolte alla giovane donna".

Garlaschi, prima di Jessica, aveva ospitato altre due giovani donne, si legge nell'atto, una infermiera e una italo-marocchina, che hanno raccontato che l'interesse del tranviere per le ragazze "non era solo legato a motivi di salute (diceva di aver bisogno di assistenza domiciliare in quanto era diabetico, ndr) ma anche a 'prestazioni particolari' richieste dall'imputato". Garlaschi, che aveva nascosto a Jessica di essere sposato, le aveva chiesto pure se era disposta a prestazioni sessuali. Ma lei, scrive il giudice, "voleva andare via di casa, liberarsi dalle continue molestie sessuali di Garlaschi". E per questo lui l'ha 'punita' uccidendola.

Comune di Milano, risarcimento a centri antiviolenza
Il Comune di Milano donerà il risarcimento di 10mila euro, che otterrà per essersi costituito parte civile nel processo per l'omicidio di Jessica Faoro, alla rete dei centri anti violenza della città. "Quando la sentenza sarà esecutiva, doneremo il risarcimento che ci è stato riconosciuto alla rete cittadina dei centri",  ha detto l'assessore alle Politiche sociali del Comune, Pierfrancesco Majorino, commentando le motivazioni della sentenza di condanna all'ergastolo del tranviere Alessandro Garlaschi. "Nel nome di Jessica sosterremo ancora più di prima le azioni dei centri antiviolenza e staremo al fianco di tutti quelli che vogliono prevenire e contrastare la violenza degli uomini sulle donne", ha concluso.
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