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MONDO

Russia

Informazione indipendente al buio, il portale Lenta.ru resta senza giornalisti

Licenziato il caporedattore del portale Lenta.ru: duro colpo al giornalismo indipendente nella Russia di Putin. La redazione intera si dimette per solidarietà

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Il proprietario del gruppo di editoria digitale “Afisha-Rambler-SUP”, Aleksandr Mamut, ha licenziato il caporedattore del portale Lenta.ru, Galina Timcenko. Il collettivo giornalistico ha rassegnato le dimissioni per protesta contro la nomina del nuovo redattore Alexei Goreslavskij.

Il licenziamento è avvenuto dopo la pubblicazione sul portale di un’intervista con uno dei leader dei nazionalisti ucraini di destra e con il numero due del movimento “Settore di destra”, Andrei Tarasenko. Nel servizio c'era anche il link a un’intervista al leader del “Settore di destra”, Dmitij Yarosh, del 2008 nella quale il nazionalista invocava la guerra contro la Russia. L’ente di sorveglianza per le telecomunicazioni russo Roskomnadzor ha emesso un monito scritto nei confronti di Lenta.ru, ipotizzando la diffusione di materiali a contenuti estremisti e terroristi, essendo il “Settore di destra” un’organizzazione estremista per la legge russa e pertanto vietata, e il suo leader Yarosh ricercato con l'accusa di terrorismo. Secondo la legge russa due avvisi del genere, emessi da Roskomnadzor nel giro di 12 mesi, portano alla chiusura di un mass media digitale e alla revoca della licenza di registrazione come mass media.

In passato nei confronti di Lenta.ru erano già stati emessi due avvisi del genere, ma più di 12 mesi fa, per l’uso del lessico non "a norma". Tuttavia la redazione ha tempestivamente provveduto a rimuovere i contenuti incriminati. Lenta.ru veniva considerato un mass media serio, molto autorevole e indipendente. Man mano che il numero dei mass media russi indipendente si riduceva, Lenta.ru acquisiva sempre più autorevolezza, aumentando la sua influenza come fonte d’informazione indipendente in rete. Con l’esplodere della situazione in Ucraina c’è stata un’impennata di utenti sul sito, ma il proprietario Aleksandr Mamut non ne era soddisfatto, perché ciò avrebbe significato - come poi è avvenuto - critiche dure da parte dei mass media ufficiali e del Cremlino. Alla fine Mamut, sfruttando come scusa l’avviso di Roskomnadzor, ha deciso di licenziare il caporedattore Galina Timcenko. Il collettivo giornalistico in una lettera d’addio ha scritto: “Negli ultimi due anni lo spazio mediatico del giornalismo indipendente russo si è ridotto drammaticamente. Alcuni mass media sono gestiti direttamente dal Cremlino, alcuni tramite proconsoli nominati dall’alto e tutti gli altri da redattori che temono di perdere il posto di lavoro. Il problema non è che abbiamo perso il posto di lavoro, il problema che voi, cari lettori, non avrete più niente da leggere”.
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