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MONDO

Patriarca Bartolomeo: sì indipendenza ortodossi Ucraina da Russia. E Mosca si infuria

Russia: scisma "catastrofico", "ora inizierà qualcosa di terribile". Poroshenko: una vittoria del bene sul male

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Costantinopoli concede l'indipendenza a Kiev ma le decisioni del Sinodo a Istanbul e del Patriarca Bartolomeo causeranno un danno "catastrofico", prima di tutto ai fedeli. La dichiarazione arriva dal segretario stampa di Kirill Patriarca di Mosca e di tutte le Russie, il sacerdote Alexander Volkov. E i toni sono più drammatici del solito. "La situazione che stiamo affrontando ora è assolutamente senza precedenti e assolutamente nuova per tutti", ha detto Volkov. "Questa è una rottura completa con la tradizione e la percezione della religiosità, e, naturalmente, tutto ciò che Costantinopoli sta decidendo ora causerà un danno catastrofico, prima di tutto, per gli ortodossi in Ucraina. Perché ora inizierà qualcosa di terribile".

"E' una vittoria del bene sul male, della luce sul buio", ha invece dichiarato il presidente ucraino Poroshenko, salutando l'evento come "storico" e atteso da oltre 330 anni. Si tratta della fine "dell'illusione imperialista e delle fantasie scioviniste" di Mosca, ha aggiunto Poroshenko. Secondo numerosi analisti, il raggiungimento di questo obiettivo, a lungo inseguito dalla presidenza ucraina, potrebbe rafforzare la posizione di Poroshenko in vista delle presidenziali del prossimo anno.

L'incontro del Santo Sinodo del Patriarcato di Costantinopoli presieduto dal Patriarca Bartolomeo, che ha avuto inizio martedì 9 ottobre, e si è concluso oggi, apre di fatto una fase scismatica di ampie proporzioni. E già si poteva prevedere. Il programma non era stato divulgato. Tuttavia, in Ucraina speravano che i risultati dell'incontro avrebbero portato alla decisione sulla presentazione dell'autocefalia (indipendenza) alla chiesa ucraina.

L'autocefalia della chiesa ucraina significa completa indipendenza, dopo che per oltre mille anni è stata autonoma, ma all'interno del Patriarcato di Mosca. La decisione ha provocato quella da più parti è già stato definito uno scisma e che anche dal Vaticano viene seguito con attenzione.

Un segnale che Bartolomeo era pronto a risolvere nel segno voluto da Poroshenko, secondo lo stesso presidente ucraino, era stato l'arrivo in Ucraina degli esarchi (inviati) del patriarca. Gli esarchi di Bartolomeo, erano l'arcivescovo Daniel di Pamphilia dagli Stati Uniti e il vescovo Hilarion di Edmonton dal Canada, erano in Ucraina appositamente per preparare la concessione dell'autocefalia alla Chiesa ortodossa ucraina.

La Chiesa ortodossa russa considera l'Ucraina suo territorio canonico. "Stiamo dicendo che queste decisioni non canoniche di oggi del Patriarcato di Costantinopoli riguardano il destino di milioni di persone, milioni di credenti principalmente in Ucraina e nel mondo ortodosso in generale, poiché questo è un tentativo di minare le fondamenta del sistema canonico di tutta l'ortodossia", ha sostenuto il capo del Dipartimento sinodale del Patriarcato di Mosca per le relazioni della Chiesa con la società e i media Vladimir Legoyda.

Ai primi di settembre il metropolita russo Hilarion ha usato la parola "minaccia" dichiarando che a Mosca "non riconosciamo questa autocefalia. E non avremo altra scelta se non interrompere la comunicazione con Costantinopoli", in particolare dopo la nomina dell'arcivescovo Daniel di Pamphilia e del vescovo Hilarion di Edmonton come esarchi a Kiev. Inoltre nel corso di una riunione tenutasi a Londra, l'arcivescovo di Chicago e dell'America centrale, Peter, in particolare, ha parlato del suo recente incontro con il Patriarca di Gerusalemme e tutta la Palestina Teofilo III, che ha espresso a lui la sua sorpresa per la decisione del Patriarcato di Costantinopoli di inviare esarchi in Ucraina. Nel frattempo Mosca ha accusato il presidente Poroshenko di cercare di ottenere il riconoscimento delle strutture religiose non canoniche e la creazione di un'unica chiesa locale autocefala in Ucraina.

In precedenza, il Patriarcato di Costantinopoli, "in preparazione per la concessione dell'autocefalia", ha nominato i suoi esarchi a Kiev. Inoltre, il patriarca Bartolomeo di Costantinopoli ha dichiarato che intendeva consegnare l'autocefalia all'Ucraina. La Chiesa ortodossa russa, a sua volta, porta avanti l'attuale "rottura delle relazioni diplomatiche" con il Patriarcato di Costantinopoli. Il Sinodo della Chiesa russa ha annunciato che non ricorderà più il Patriarca Bartolomeo durante le cerimonie religiose. Inoltre, è stato deciso di ritirarsi dalle strutture dove compaiono i rappresentanti del Patriarcato di Costantinopoli.

In Ucraina attualmente ci sono tre chiese: la Chiesa Ortodossa Ucraina del Patriarcato di Mosca che secondo il Ministero della Cultura dell'Ucraina all'inizio del 2017 aveva a disposizione in tutto il paese 11.392 chiese e cattedrali, oltre a 12.328 comunità di credenti. Il Patriarcato di Kiev ha invece 3.784 chiese e 5.114 comunità. La terza più grande comunità in Ucraina è la Chiesa ortodossa autocefala ucraina: ha 1195 comunità e 868 templi.
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