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MONDO

Presidenziali

Ucraina al voto: seggi chiusi a Est, i ribelli distruggono le urne elettorali a Donetsk

Quasi tutti chiusi i seggi nelle regioni separatiste, i filorussi controllano la maggior parte delle commissioni elettorali distrettuali nell'est. Alle 14 l'affluenza è del 38,53%, nella regione di Donetsk del 9,11%

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Donetsk (Ucraina)

È del 38,53% l'affluenza alle urne nelle presidenziali ucraine alle 15 locali (le 14 in Italia): lo riferisce la commissione elettorale centrale ucraina. Nelle precedenti presidenziali del 2010 l'affluenza, alla stessa ora, era di oltre il 45%.
Nella regione orientale secessionista di Donetsk la percentuale è del 9,11%. Ed è proprio nell'est del paese che la tensione continua a crescere. Centinaia di sostenitori della Repubblica popolare di Donetsk, oltre 2.000 secondo alcune fonti, hanno marciato verso la residenza dell'oligarca Rinat Akhmetov, presidente dello Shakhtar. "E' un nemico dello Stato", è lo slogan più urlato.

Urne chiuse nell'autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk dove i miliziani shanno distrutto a colpi di bastone le urne elettorali davanti alla sede dell'amministrazione regionale. Altre urne vengono utilizzate dai ribelli coperti da passamontagna neri come raccogli immondizia. Si vota per le presidenziali ucraine anche in Russia  dove gli ucraini residenti potranno utilizzare i sei seggi allestiti nell'ambasciata di Kiev a Mosca e nei consolati generali ucraini nella capitale e nelle altre città. Secondo il capo della commissione elettorale ucraina con base a Mosca, ci sarebbero circa 27 mila votanti inclusi nelle liste.

Osservatori Osce lasciano il paese
​Intanto l'agenzia russa Interfax ha riferito che "Alcuni osservatori dell'Osce stanno lasciando l'est dell'Ucraina per ragioni di sicurezza"

Tutti chiusi i seggi a Donetsk
Nelle regioni dell'est, la maggior parte dei seggi è rimasta chiusa. Le elezioni vengono rifiutate dai ribelli filorussi: proprio oggi le autoproclamate Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk si sono unite in un 'nuovo Stato', che si chiamerà Novorossiya (Nuova Russia). A Donetsk quasi tutti i seggi sono rimasti chiusi: funzionano solo 426 sezioni su 2.430, come si legge sul sito dell'amministrazione locale. "Non riconosciamo il presidente" spiegano i ribelli. Nella regione di Luhansk, operano solo due circoscrizioni elettorali su 12.

Il voto
Sono 35,5 milioni gli elettori chiamati ad eleggere il successore del deposto presidente filorusso Viktor Yanukovich. Ventuno candidati si sfidano oggi alle presidenziali ma il favorito, secondo i sondaggi, è l'oligarca filo-occidentale Petro Poroshenko, noto a tutti come il “re del cioccolato”. Il suo vantaggio è tale che potrebbe battere già al primo turno l’ex “pasionaria” della rivoluzione arancione, Yulia Timoshenko. Il voto arriva tre mesi dopo la deposizione dell'ex presidente filorusso Viktor Yanukovych, a seguito di un difficile periodo di proteste contro la sua decisione di rifiutare un accordo di associazione con l'Unione europea e di mantenere legami stretti con Mosca. 
I seggi chiuderanno alle otto di questa sera (ora locale).

I filorussi controllano la maggior parte delle commissioni elettorali distrettuali nell'est 
Il governo di Kiev ha deciso di schierare ben 75mila uomini per rendere possibile il voto in Ucraina. Ma nell’est i separatisti controllano ormai la maggior parte delle commissioni elettorali distrettuali di quello che è il cuore minerario e industriale dell'Ucraina, e uno dei leader degli insorti, Roman Liaghin, ieri ha annunciato che nella città di Donetsk non si voterà perché  "tutti i sigilli e i bolli" sono in mano ai filorussi.

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