MONDO

Scambio d'accuse tra filorussi e governo di Kiev

Ucraina, abbattuta a Kharkiv la più grande statua di Lenin del paese. Ancora morti nell'est

Tregua appesa ad un filo a Donetsk dove, secondo la tv russa, sei civili sono morti e una ventina rimasti feriti con i sepratisti che accusano il governo di Kiev

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Ucraina Continua ad essere appesa a un filo la tregua tra le truppe di Kiev e i separatisti filorussi nell'est dell'Ucraina. Nella città di Donetsk, in mano ai ribelli filorussi, sei civili sarebbero morti e 18 rimasti feriti nelle ultime 24 ore secondo quanto riortato dalla tv Rossia 24 che ha citato un portavoce del ministero della Difesa dell'autoproclamata repubblica di Donetsk, secondo il quale la città è stata bombardata dall'artiglieria dall'aeroporto locale, in mano all'esercito ucraino, nonostante la tregua. 

In un secondo momento, il municipio di Donetsk ha comunicato la morte di tre civili e il ferimento di altre cinque persone nei bombardamenti d'artiglieria avvenuti nella notte. "La situazione in città è molto tesa", si legge nel comunicato emanato.

Intanto il portavoce militare ucraino, Andrii Lissenko, ha riferito che 9 soldati di Kiev sono stati uccisi e 27 sono rimasti feriti nelle ultime 24 ore nell'est del Paese, nonostante la tregua. Lissenko ha detto che "ieri i ribelli hanno tentato di nuovo di prendere d'assalto l'aeroporto di Donetsk".

Le due parti si erano accordate a ritirare le rispettive forze dalla linea del fronte qualora il cessate il fuoco avesse retto per l'intero week-end. Ipotesi a questo punto sfumata.

La statua abbattuta
E nella notte la più grande statua di Lenin in Ucraina è stata invece abbattuta nella città nordorientale di Kharkiv durante una manifestazione con migliaia di persone, scese nella piazza centrale a sostegno dell'unità del paese. Il monumento, alto una ventina di metri compreso il piedistallo, era stato eretto nel 1963. Una seconda statua del padre della rivoluzione d'ottobre è stata buttata giù da sconosciuti poche ore dopo a Dergacì, nella stessa regione di Kharkiv. "Una vera festa", ha commentato su facebook Anton Gherashenko, consigliere del ministro dell'Interno ucraino.

Dopo la rivolta del Maidan, sono state distrutte decine di statue legate alla storia russa e sovietica, in particolare i busti di Lenin, a partire da quello di Kiev. Molti blitz sono stati compiuti da gruppi nazionalisti radicali. Mosca ha più volte protestato contro queste "azioni barbariche russofobe", di cui è rimasto vittima nella regione occidentale di Leopoli anche il monumento a Mikhail Kutuzov, il generale che sconfisse Napoleone. 

Exxon abbandona il super giacimento russo
Il gigante petrolifero americano Exxon Mobil, che nell Artico lavora in joint-venture con la russa Rosneft, ha deciso di sospendere la cooperazione con la major statale russa sui progetti offshore, a causa delle sanzioni occidentali contro Mosca. Lo riporta il quotidiano Kommersant, citando fonti anonime.
Rosneft e il suo numero uno, Igor Sechin, sono oggetto delle misure punitive americane contro la Russia, per il suo ruolo nella crisi ucraina. Le sanzioni, varate anche dall Unione europea, impediscono alle aziende russe di accedere alle tecnologie occidentali di ricerca e perforazione. 
Solo sabato, Rosneft aveva annunciato la scoperta nel Mare di Kara (Artico russo) di un enorme giacimento di petrolio, le cui riserve - secondo le stime - sono paragonabili a quelle dell Arabia Saudita. Le trivellazioni con la major americana erano cominciate durante l'estate e sono proseguite nonostante le sanzioni per la crisi in Ucraina. 
Exxon aveva ricevuto, a metà settembre, dal Dipartimento del Tesoro americano una breve estensione della scadenza prevista dalle sanzioni per la cooperazione con la Russia nel settore energetico, proprio per permettere il completamento delle perforazioni nel Mare di Kara. In teoria, c'era la possibilità di continuare a lavorare, "ma serviva un nuovo permesso", hanno detto le fonti a Kommersant. A quanto scrive il giornale, però, Exxon non è riuscita ad ottenere l'autorizzazione e ora dovrà fermare il suo lavoro ed evacuare il suo personale entro metà ottobre. Ufficialmente, né Rosneft, né Exxon hanno commentano la notizia.

Mosca prevede aumento dei prezzi a causa delle sanzioni
Il ministero dello sviluppo economico russo prevede per quest'anno e per il 2015 un aumento dei prezzi dei prodotti alimentari del 12%-13%, per effetto dell'embargo agro-alimentare russo in risposta alle sanzioni occidentali per la crisi in Ucraina. Un rincaro che peserà sulle tasche dei cittadini. Le contro sanzioni di Mosca, scrive Vedomosti, colpiscono circa il 25% di tutte le importazioni di  settore e ridurranno di 2,3 miliardi di dollari il valore dei prodotti importati dall'Europa.  
Il dollaro intanto ha superato un altro record storico sul rublo, arrivando a valere 39,53 rubli. In salita anche l'euro, scambiato questa mattina a un massimo di 50,13 rubli.


 
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