CULTURA

La Nave di Teseo

Umberto Eco. Il libro inedito è in uscita: Pape Satàn Aleppe raccoglierà le sue "Bustine di Minerva"

L'ultimo libro sulla "società liquida" che doveva uscire a maggio sarà in libreria sabato 27 febbraio

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Esce il prossimo fine settimana, con la nuova casa editrice di Elisabetta Sgarbi, La Nave di Teseo, l'ultimo libro di Umberto Eco, 'Pape Satàn Aleppe', saggio che raccoglie Le bustine di Minerva' (la rubrica di Eco sull'Espresso) dal 2000 a oggi (l'ultima del 27 gennaio dedicata alla mostra sul bacio di Hayez), ''legate al tema della società liquida e dei suoi sintomi''. Un libro che riassume l'ultima pagina della verve polemica di Eco, tra i primi a lanciare un appello firmato da molti scrittori per non lasciare che Mondadori divorasse Rizzoli.

Polemica da cui nasce appunto La nave di Teseo, dopo l'addio della Sgarbi, di cui Eco era anche socio. Con lui a fondare la nuova casa editrice ci sono gli autori Sandro Veronesi, Furio Colombo, Edoardo Nesi e Sergio Claudio Perroni e gli editori Mario Andreose ed Eugenio Lio che insieme alla Sgarbi si sono dimessi da Bompiani, insieme ad Anna Maria Lorusso. Tutto questo con il supporto di un gruppo di imprenditori, rappresentanti della societa' civile, fra cui Guido Maria Brera, e degli editori Jean Claude e Nicky Fasquelle.

Di Pape Satàn Aleppe, che era stato inizialmente annunciato con uscita nella seconda parte del 2015 edito da Bompiani, esiste su siti come Amazon anche una descrizione ufficiale, con dichiarazioni di Eco. ''Dal 1985 pubblico sull'"Espresso" La Bustina di Minerva - scriveva -. Ne sono state raccolte molte in "Il Secondo Diario Minimo" e poi "La bustina di Minerva". Dal 2000 a oggi ne rimanevano moltissime, ho scelto quelle che potevano riferirsi al fenomeno della "società liquida" e dei suoi sintomi: crollo delle ideologie, delle memorie, delle comunità in cui identificarsi, enfasi dell'apparire etc.. "Cronache di una società liquida" è il sottotitolo ma, data la varietà dei temi non unificabili sotto una sola espressione "slogan", il titolo sarà "Pape Satán Aleppe", citazione evidentemente dantesca che non vuole dire niente e dunque abbastanza "liquida" per caratterizzare la confusione dei nostri tempi''.
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