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MONDO

1932-33

Un tozzo di pane come prova della carestia nell’Ucraina sovietica

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Nell’archivio centrale dell’Ucraina i ricercatori hanno trovano nel dossier della polizia segreta staliniana dei pezzi di pane conservati come prova del delitto di “propaganda antisovietica”.  A essere arrestato e incriminato è stato un abitante di Kiev, Alexei Sorokin, che ha conservato dei pezzi di pane del 1932-33, annotando che questo era il pane che mangiavano i contadini nelle campagne dove imperversava la grande fame.

Sorokin ha annotato nel suo diario che anche a Kiev c’era la carenza di pane, ma si tirava a campare e non si moriva come nelle campagne. “La fame ci mette paura e questo pane lo voglio conservare come monito per i miei figli”, - scriveva l’uomo.

Alexei Sorokin, di professione maestro del coro parrocchiale, è stato arrestato il 26 giugno del 1941, quattro giorni dopo l’invasione nazista, quando gli aerei tedeschi già bombardavano Kiev, nell’ambito di rastrellamenti degli “elementi antisovietici”. A insospettire gli agenti c’era anche il fatto che l’unica figlia dell’uomo è morta un anno prima. Secondo gli inquirenti, l’uomo voleva usare i pezzi di pane per “propaganda controrivoluzionaria ai danni del potere sovietico”.

Non si conosce il destino dell’uomo, si sa soltanto che è stato confinato in Siberia per 5 anni ed è stato riabilitato soltanto nel 1989. Ora i ricercatori vogliono analizzare il pane per stabilire la sua composizione.

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