CULTURA

Roma

Una Colombia, canzone del viaggio profondo

Presentato il libro di Alberto Bile: racconta un itinerario di due mesi da Bogotá a Cartagena, attraverso alcuni dei più interessanti microcosmi del Paese sudamericano

Dal libro "Una Colombia"
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Presentato a Roma, nella sede del Cies, il libro di Alberto Bile "Una Colombia: canzone del viaggio profondo" (ed. Polaris).

Il volume racconta un viaggio di due mesi da Bogotá a Cartagena, attraverso alcuni dei più interessanti microcosmi colombiani: la metropoli e la campagna, i paesi coloniali e la Sierra Nevada, la Guajira e il Caribe.

Evitando esotismi da cartolina e storie del narcotraffico, l’autore rivela un paese diverso dai soliti stereotipi, degno nelle sue eccellenze e nei suoi dolori: dal “racconto orale” alle biblioteche rurali, dal fratello del Nobel agli indigeni della Sierra Nevada, dagli operai della pietra al Festival di tamburi africani, dal pescatore che prega di tornare povero al “pentagrammatore di parole”.

La Colombia descritta chiede solo di “essere viaggiata”, e che siano respirati i suoi luoghi, ascoltati i suoi racconti, ballate le sue canzoni e sofferto il suo abbandono. Tra “días fértiles” e “días lúgubres”, questo racconto è una borsa di libri e vestiti sporchi, una salsa sublime e sudata, una Colombia fra mille colombie.

Bile è nato a Napoli nel 1987. Laureato in Scienze della Comunicazione Pubblica e Sociale all'Università di Bologna con la tesi “ Bogotá 2012. Realtà immaginari urbani”, dopo una carriera universitaria “in viaggio” tra Napoli, Salamanca, Barcellona e Bogotá. Dal 2014 scrive di Mediterraneo e America Latina su Erodoto108 e sui blog personali www.ovunquevada.it e www.unacolombia.com. Con Dante&Descartes cura la traduzione in spagnolo de “I portatori di libri” di Ettore Mo e pubblica nel 2016 “Libri a dorso d'asino. Storie e strade colombiane”. Nello stesso anno parte per il servizio civile in Argentina. Torna in Italia, come dice il poeta, “más viejo sí...¡pero con más canciones!”.
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