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POLITICA

35 anni fa

Una foto, un simbolo: chi era Piersanti Mattarella, fratello di Sergio, ucciso dalla mafia

Il 6 gennaio del 1980 un killer fredda il presidente della Regione Sicilia Piersanti Mattarella con 8 colpi di pistola. Quel giorno il primo a soccorrerlo è proprio il fratello Sergio, oggi Presidente della Repubblica

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di Carlotta Macerollo Una fotografia in bianco e nero che mostra un uomo ferito all'interno di un'auto e un altro uomo che cerca disperatamente di soccorrerlo. Respirava ancora il Presidente della Regione Sicilia Piersanti Mattarella in quel terribile 6 gennaio 1980, quando suo fratello Sergio lo stava tirando fuori dalla berlina scura dove era rimasto colpito da otto colpi di pistola. Vittima di un agguato mafioso. Nel giorno dell'elezione a capo dello Stato di Sergio Mattarella, sono in tanti a ricordare questa storia, un dramma che cambierà la vita del nuovo presidente della Repubblica.

Quel 6 gennaio di 35 anni fa
Nel giorno dell'Epifania del 1980, in via Libertà a Palermo, la famiglia Mattarella stava andando a messa ma non ci arriverà. Davanti al civico 147, infatti, una grandine di pallottole sorprende, sotto gli occhi di moglie e figli, Piersanti Mattarella, 44 anni, Presidente della Regione Sicilia, in quel momento senza scorta: non arriverà vivo in ospedale. Sergio Mattarella, il fratello minore di Piersanti, in quel momento fa il professore di diritto ma quel giorno la sua vita cambierà. Si lascerà definitivamente alle spalle la tranquilla carriera di docente per lanciarsi nella politica attiva.

Delitti di mafia
Quello di Piersanti Mattarella è uno dei primi delitti eccellenti in Sicilia.  La mafia sta diventando sempre più arrogante e aggressiva e punta in alto uccidendo non solo politici ma anche magistrati e inquirenti. Tra il '79 e l'82 a Palermo vengono uccisi il capo della Mobile Boris Giuliano, il segretario provinciale della Dc Palermitana Michele Reina, il segretario del Pci siciliano Pio La Torre per arrivare fino al prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa.

Ieri e oggi
Quando viene avvertita la procura per l'omicidio di Piersanti Mattarella, di turno c'era proprio il sostituto procuratore Pietro Grasso, attuale Presidente reggente dopo le dimissioni di Napolitano, che si reca sul posto per ispezionare la 132 blu crivellata di pallottole. Sergio e Pietro, entrambi di Palermo, si incontrano in via Libertà. 

La cronaca di ieri si intreccia con quella di oggi.

Dopo l'elezione a capo dello Stato, Mattarella prenderà le consegne proprio da quel magistrato, ora entrato in politica, che su Twitter lo saluta così: "Ho appena sentito Sergio Mattarella al telefono per congratularmi con lui: 'Ne sono certo: sarai un grande Presidente!'".



 
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