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POLITICA

Ddl Cirinnà in aula al Senato

Unioni civili, il Senato respinge le pregiudiziali di costituzionalità

Alfano al Pd: “Intesa se eliminiamo adozioni”. Il leader Ncd avverte che l'accordo Dem-M5S provocherebbe gravi ripercussioni. Ma il Pd respinge la proposta al mittente. La Lega Nord ritira 4.500 emendamenti. Cominciata la discussione in Aula

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Roma La risposta del Parlamento alle piazze è stato un primo via libera alle unioni civili. L'assemblea del Senato ha respinto, con voto per alzata di mano, le otto questioni pregiudiziali poste sul ddl Cirinnà sulle unioni civili e, subito dopo, anche le tre sospensive presentate sullo stesso provvedimento. Si è poi aperta la discussione generale sul ddl, con l'intervento della senatrice Monica Cirinnà del Pd, che è stata relatrice del ddl in commissione e che porta il suo nome.

Alfano al Pd: intesa se si eliminano le adozioni
"Ecco il mio patto offerto al Partito democratico. Costruiamo insieme una larga maggioranza parlamentare sulle unioni civili. Come? Eliminando dal testo qualsiasi analogia col matrimonio e la norma sulle stepchild adoption". E' questa la proposta che il leader Ncd, Angelino Alfano, lancia al Pd dalle pagine del quotidiano 'La Repubblica' per sciogliere ogni nodo sul Ddl Cirinnà.

Il ministro dell'Interno avverte che l'ipotesi di un accordo Pd-M5S" provocherebbe gravi ripercussioni. Bisogna rimediare al vizio di origine, all'errore che ha generato questo gioco degli specchi per cui sembra che la legge si occupi di adozioni e non di diritti patrimoniali individuali - prosegue Alfano - Se dal testo si elimina il riferimento alle adozioni e le analogie tra diritti e doveri dei coniugi, si possono aprire scenari interessanti. Se il tema delle adozioni passasse contro la volontà della gran parte degli italiani, con una maggioranza di estrema sinistra, cioè Pd più sinistra a Cinque stelle, non farebbe nascere una nuova maggioranza, ma sarebbe certo un fatto grave e traumatico".

Il Pd difende le adozioni del figlio del partner
 Il nodo in seno all'esecutivo è sempre l'articolo 5, tacciato dai centristi di lasciare troppa libertà alle coppie omosessuali di ricorrere all'utero in affitto. Ma il Pd ha rimandato al mittente l'offerta, sostenendo che la legge è "equilibrata" e sull'adozione del figlio del partner non si intende modificare nulla. Alcune migliorie si potranno apportare, hanno spiegato, solo agli articoli su cui c'è la possibilità di rilievi di inconstituzionalità da parte del capo dello Stato. Oggi è intervenuta anche il ministro Beatrice Lorenzin, tra i componenti di Ncd più vicina al Nazareno sottolineando che "sarebbe veramente un`occasione sprecata non approfittare della possibilità di una larga intesa sulle unioni civili".

La mossa della Lega
Intanto la Lega Nord fa sapere di aver lasciato circa 500 emendamenti al ddl unioni civili, rispetto agli oltre 5mila presentati nei giorni scorsi. Gran parte degli emendamenti verte sul punto della adozione vista la volontà della Lega di tutelare "il diritto di un bambino ad avere una mamma e un papà". Il ritiro  degli emendamenti fa seguito al 'patto' stipulato con il Pd che prevede il contestuale ritiro, da parte dei Dem, degli emendamenti 'canguro' a firma di
Marcucci e Cantini.
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