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POLITICA

Voto alla Camera

Unioni civili, la Camera approva in via definitiva: 372 sì e 51 no

La Camera aveva votato prima la fiducia al governo: 369 voti a favore, 193 contrari e due astenuti. Festeggiano in piazza gli attivisti arcobaleno. Renzi ringrazia i deputati: "Avete contribuito a scrivere una pagina di storia"

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La Camera ha approvato in via definitiva il disegno di legge sulle unioni civili. Hanno votato a favore 372 deputati, 51 i no e 99 gli astenuti. I deputati presenti erano 522.

Compatta la maggioranza di Pd, Ap, Sc e Psi, a cui si sono aggiunti i deputati di Sinistra italiana, M5S invece ha scelto l'astensione. Contrarie tutte le altre opposizioni, Lega, Fi, FdI, Cor, ad eccezione di alcuni esponenti di Forza Italia e di Conservatori e riformisti che hanno annunciato il loro voto a favore.

"Una bellissima giornata per tutti gli italiani e le italiane #unionicivili #promessamantenuta", scrive il ministro per le Riforme, Maria Elena Boschi, su Twitter. "Andiamo a festeggiare perché è un giorno di festa. Vorrei esprimere il mio ringraziamento a chi ha dato il suo contributo anche negli anni passati. Arriviamo a dare risposte alle aspettative di tanti", ha poi aggiunto.


In precedenza, l'Aula aveva approvato la fiducia posta dal governo sul ddl con 369 sì, 193 no e 2 astenuti.

Renzi ringrazia i deputati del Pd: avete scritto una pagina di storia
"Avete contribuito a scrivere una pagina di storia. Grazie. Adesso avanti!". E' l'sms con cui Matteo Renzi ha ringraziato i deputati del Pd dopo l'approvazione definitiva della legge sulle unioni civili. Il premier era già intervenuto poco prima del via libera definitivo: "Oggi è un giorno di festa, l'Italia fa un passo avanti, è un giorno molto atteso, certo ci sono le polemiche di chi voleva di più e di chi voleva di meno, rimpianti e amarezze ma noi sentiamo, in sms e mail, una gioia molto forte e diffusa", ha affermato. "L'atteggiamento di una parte del mondo cattolico era atteso, trovo un po' fuori luogo le dichiarazioni di chi collega questo fatto al referendum costituzionale", ha aggiunto Renzi. E poi: "Un sindaco non può dire di fronte a una legge 'io non la applico'. Qualsiasi cittadino si ferma davanti alla legge. Se Bitonci non vorrà celebrare le unioni civili, lo farà qualcun altro al posto suo, perché il Comune non può rifiutarsi". "Esiste lo spazio per ragionare di adozioni gay? Dobbiamo essere molto franchi tra di noi, credo che sarebbe opportuno guardarci negli occhi. Non so se ci sono le condizioni in Parlamento". 

Il voto alla Camera
La decisione di votare la fiducia ieri aveva scatenato le critiche delle opposizioni, ma anche nel gruppo misto e nella maggioranza dei mal di mancia sul provvedimento. Ad astenersi sono stati infatti due deputati del gruppo misto: Vincenza Labriola e Rudi Franco Marguerettaz, e come avevano annunciato, hanno votato contro la fiducia due deputati di maggioranza: Alessandro Pagano di Ap e Mario Sberna di Ds-Cd.

Michele Meta: "Premiata la perseveranza del Pd"
"Le battaglie costano fatica e tempo, ma la fiducia della Camera al governo per la legge sulle unioni civili è la vittoria della perseveranza di un partito, come il Pd, che ha la propria stella polare nei diritti e che non ha paura di confrontarsi al proprio interno, per trovare una sintesi". Lo ha dichiarato Michele Meta, presidente della commissione Trasporti della Camera.

Forza Italia: "Governo con Ala, Renzi vada al Colle"
 "Ala vota fiducia a governo. Matteo Renzi salga a Colle, spieghi a Mattarella mutati assetti maggioranza e poi chieda nuova fiducia a Camere", scrive su Twitter Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia a Montecitorio.

Salvini: sindaci Lega disobbedite
"Sindaci della Lega disobbedite": è questo l'invito lanciato dal segretario del Carroccio Matteo Salvini a proposito delle Unioni civili, ai sindaci leghisti. "E' una legge sbagliata - ha detto Salvini -, anticamera delle adozioni gay".

Opposizione verso il referendum
Domani, presso la sala stampa della Camera, i parlamentari Eugenia Roccella, Gaetano Quagliariello e Carlo Giovanardi di Idea, Maurizio Gasparri e Lucio Malan di Forza Italia, Gian Marco Centinaio e Nicola Molteni della Lega, Francesco Bruni e Lucio Tarquinio dei Conservatori e Riformisti, Fabio Rampelli ed Edmondo Cirielli di Fratelli d'Italia, Gian Luigi Gigli e Mario Sberna di Ds-Cd, Guglielmo Vaccaro di Italia Unica e il presidente della commissione Lavoro del Senato, Maurizio Sacconi, terranno una conferenza stampa "per presentare iniziative per l'indizione di un referendum abrogativo in materia di unioni civili".
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