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ITALIA

Stepchild Adoption

​Unioni civili, Consulta: inammissibile ricorso adozione figlio compagna coppia gay sposata in Usa

La Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibile la questione di legittimità sollevata dal Tribunale sulla così detta stepchild adoption.Il procedimento avviato da due donne sposate negli Usa per chiedere il riconoscimento in Italia della sentenza con cui il giudice dell'Oregon diede il via libera all'adozione del figlio.

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La Corte costituzionale ha dichiarato inammissibile la questione di legittimità sollevata dal Tribunale sulla così detta stepchild adoption. A sollevare la questione, il tribunale di Bologna. L'Avvocatura dello Stato aveva chiesto che il ricorso fosse dichiarato inammissibile, sottolineando che più volte a tutela dei minori i tribunali hanno accolto l'istanza di adozione di coppie gay, applicando la norma che disciplina le adozioni nei casi particolari. La questione di leggimità sottoposta alla Consula dai giudici bolognesi era relativa alle legge 184/1983 sulle adozioni. 

La Corte era chiamata ad esprimersi in merito alla legittimità costituzionale delle norme che escludono l'adozione per le coppie omosessuali sposate all'estero. Il caso specifico, rende noto l'associazione avvocatura per i diritti Lgbti - Rete Lenford, che si era costituita in giudizio a sostegno delle ragioni della coppia, riguarda due donne, unite in una civil partnership negli Stati Uniti d'America nel 2008 e sposate dal 2013. Una di esse, avente doppia cittadinanza, italiana e statunitense, ha avanzato presso il Tribunale per i minorenni di Bologna, richiesta di riconoscimento della sentenza Usa che ha disposto l`adozione piena della figlia biologica di sua moglie. Nello specifico, il caso bolognese ricalca esattamente la previsione dell'articolo 5 del DDL sulle unioni civili che si avvia ad essere stralciato.

Secondo i giudici "il Tribunale di Bologna ha trattato la decisione straniera come un'ipotesi di adozione da parte di cittadini italiani di un minore straniero (cosiddetta adozione internazionale), mentre si trattava del riconoscimento di una sentenza straniera, pronunciata tra stranieri". 

Stepchild, Grossi: sentenza non c'entra con ddl Cirinnà
La decisione di oggi della Corte costituzionale sulla stepchild "non ha nulla a che fare con quanto bolle in pentola in Parlamento". "Nulla a che vedere con le coppie gay italiane e con il dibattito in corso" al Senato. Lo ha specificato il neopresidente della Consulta, Paolo Grossi, nella conferenza stampa poco dopo l'elezione. "L'inammissibilità era palese", ha aggiunto: "Si trattava di una piccola questione e di un giudice che non sa fare il suo mestiere", ha precisato riferendosi all'istanza del Tribunale di Bologna.
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