POLITICA

Unioni civili, Alfano: "Abbiamo impedito una rivoluzione contro natura"

"E' stato un bel regalo all'Italia avere impedito che due persone dello stesso sesso, cui lo impedisce la natura, avessero la possibilità di avere un figlio"
 

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Definiti i contenuti del maxiemendamento, si attende il passo decisivo per il ddl Cirinnà. E' il giorno del voto di fiducia al Senato sul testo che dovrebbe sancire l'approvazione del provvedimento, con le modifiche chieste dai centristi di Area popolare: lo stralcio della stepchild adoption - l'articolo 5 - e l'eliminazione del l'obbligo di fedeltà, l'articolo 3.

Sulle unioni civili "abbiamo impedito una rivoluzione contro natura e antropologica, e credo che l'averlo impedito sia stato un nostro risultato", ha affermato il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, al suo arrivo al Consiglio Affari interni dell'Ue oggi a Bruxelles. "Ha vinto il buonsenso, perché è assolutamente di buon senso dare più diritto anche ai soggetti dello stesso sesso che compongono una coppia, un'unione, e nello stesso tempo mantenere l'istituto giuridico del matrimonio ben distinto da quello dell'unione", ha affermato Alfano, aggiungendo che "è stato un bel regalo all'Italia avere impedito che due persone dello stesso sesso, cui lo impedisce la natura, avessero la possibilità di avere un figlio".

Renzi: "Un fatto storico
Soddisfatto il premier Renzi che con un tweet ha espresso il suo plauso: "L'accordo sulle unioni civili è un fatto storico per l'Italia. È davvero la volta buona".

Adozioni
Nel maxi emendamento c'è un passaggio che richiama alle adozioni per le quali "resta fermo quanto previsto è consentito in materia dalle norme vigenti". L'adottabilità del figlio del partner resta dunque regolata da una legge del 1983 che i vari tribunali hanno interpretato valutando caso per caso. Il capogruppo del Pd Luigi Zanda ha comunque promesso che la stepchild adoption non scomparirà dall'agenda del Pd perché "sarà inserita in un ddl sulle adozioni che dovrà essere approvato entro la fine della legislatura".

Movimento Lgbti: grande mobilitazione il 5 marzo
Il movimento Lgbti annuncia che il 5 marzo scenderà in piazza a Roma, a Piazza del Popolo, per una grande manifestazione di protesta contro le scelte del governo e del parlamento. Oggi il Senato "si appresta a scrivere una brutta pagina nella storia dei diritti civili nel nostro Paese - dichiarano le associazioni in una nota congiunta - approvando una legge sulle unioni civili che, caso rarissimo nell'intera Europa ed unico tra i Paesi fondatori, ignora completamente l'esistenza e le esigenze dei figli e delle figlie di coppie omosessuali, chiedendo alla magistratura di sbrigare da sola questo incredibile vulnus della nostra legislazione. Ponzio Pilato non sarebbe riuscito a fare di meglio".
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