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MONDO

L'interrogatorio della candidata democratica

Usa 2016, Fbi diffonde documenti dell'indagine denominata 'Emailgate' su Hillary Clinton

Si tratta di un dettagliato rapporto delle indagini sull'uso di server di email privati da parte di Hillary Clinton quando era segretario di Stato. Tanti i 'non ricordo'

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L'Fbi ha diffuso oggi un dettagliato rapporto delle proprie indagini sull'uso di server di email privati da parte di Hillary Clinton quando era segretario di Stato, compreso quello che appare essere una sintesi del suo interrogatorio. Lo riferisce il Washington Post, precisando che si tratta di 58 pagine, anche se una larga parte e a volte intere pagine sono 'censurate'.

E dai documenti diffusi risulta pieno di "non ricordo" (39 volte) l'interrogatorio di Hillary Clinton davanti all'Fbi. La candidata presidenziale democratica ha sostenuto di non rammentare tutti i briefing ricevuti sulla gestione delle
informazioni classificate e tutti gli scambi specifici di email ritenute classificate, confidando nelle competenze e nella
capacita' di giudizio del suo staff al dipartimento di Stato. In ogni caso la sintesi dell'interrogatorio di luglio mostra che
le dichiarazioni rese dalla Clinton all'Fbi sono sostanzialmente coerenti con quanto sostenuto pubblicamente, a partire dal fatto di aver usato un server privato per comodità e senza intenzione di dribblare le leggi. Nel suo interrogatorio Hillary ha sostenuto di non aver avuto alcun ruolo nel selezionare le email private e quelle di lavoro, quest'ultime da
consegnare al Federal Bureau of investigation. La Clinton ha spiegato di aver solo dato istruzioni al suo team legale di
individuare tutte le mail legate o probabilmente legate al suo lavoro. L'Fbi ha scoperto poi migliaia di email di lavoro non
consegnate ma ha precisato di non aver trovato traccia del tentativo deliberato di cancellarle o nasconderle.

I nuovi documenti dell'Fbi sull'uso di server di email privati da parte di Hillary rafforzano "la sua tremendamente cattiva capacità di giudizio e la sua disonestà", hanno commentato dal quartier generale di Donald Trump.
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