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MONDO

Possibili scenari

Usa 2016, il New York Times:con il voto anticipato Hillary Clinton vincerebbe prima dell'8 novembre?

Molti Stati della confederazione permettono di votare per corrispondenza, talvolta anche con molte settimane d'anticipo rispetto alla data delle elezioni.  Quando arriverà l'Election Day, molti americani avranno già votato: i democratici stanno richiedendo più moduli per votare da casa di quanto non stesse accadendo in questa stessa fase della corsa elettorale nel 2012. La Florida sembra uno Stato cruciale

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Quando arriverà l'Election Day, molti americani avranno già votato. E siccome il voto anticipato quest'anno sembra andare più di moda rispetto alle ultime elezioni presidenziali del 2012, il nome del successore di Barack Obama potrebbe emergere ben prima dell'8 novembre prossimo. E potrebbe essere quello di Hillary Clinton. Lo scrive il New York Times, ponendo l'attenzione sugli Stati determinanti per le prossime elezioni.

L'impressione è che la candidata democratica stia raccogliendo i frutti di anni di sforzi da parte del suo partito di riferimento per fare proseliti e registrare gli elettori affinché possano esprimere il loro voto. Hillary ha già incassato il primo voto sicuro: quello di Obama, che qualche giorno fa ha votato nel suo seggio a Chicago. Non tutti sanno che molti Stati della confederazione permettono di votare per corrispondenza, talvolta anche con molte settimane d'anticipo rispetto alla data delle elezioni. Già dal 29 settembre, per esempio, l'Illinois ha avviato la procedura, primo tra gli Stati americani. 

I primi dati in arrivo dalla Florida e dal North Carolina mostrano che l'ex segretario di Stato era in leggero vantaggio già prima di venerdì 7 ottobre, quando è spuntato un video del 2015 in cui un 59enne Donald Trump sessista diceva di potere fare di tutto alle donne, anche "prenderle per i genitali". Nel primo caso, i democratici stanno richiedendo più moduli per votare da casa (cosa che negli Usa è piuttosto semplice) di quanto non stesse succedendo in questa stessa fase della corsa elettorale nel 2012.

Nelle aree densamente popolate da ispanici vicino a Miami e Orlando, tali richieste sono aumentate del 50 per cento. Quanto al North Carolina, uno Stato in cui quattro anni fa il candidato repubblicano Mitt Romney era in vantaggio nel voto anticipato, i democratici stanno richiedendo molti più moduli per votare tramite posta rispetto al 2012. La partecipazione dei repubblicani al voto anticipato, di contro, sta subendo un calo.

In una campagna elettorale assolutamente insolita, il voto anticipato potrebbe avere quest'anno un impatto senza precedenti. Secondo lo staff di Clinton, più del 40 per cento dell'elettorato voterà prima dell'8 novembre nei cosiddetti Swing State. Proprio per questo il nome del prossimo presidente potrebbe arrivare ben prima dell'Election Day.

Lo Stato più vitale è senz'altro la Florida, dove il testa a testa sembra garantito. Là Obama vinse nel 2012 con un vantaggio di soli 73.000 voti. Non a caso i democratici hanno fatto causa al governatore repubblicano Rick Scott perché estendesse l'arco di tempo utile per registrarsi al voto anticipato, così da ovviare anche ai ritardi e ai problemi causati a molti cittadini dello Stato dall'uragano Matthew. La scadenza era ieri ma il giorno precedente un giudice federale aveva consentito il posticipo di un giorno; e in un'udienza prevista per oggi potrebbe essere consentito più tempo.

C'è da dire che nel Sunshine State i repubblicani sono comunque riusciti a ridurre la distanza che avevano accumulato contro i democratici nelle registrazioni al voto: quattro anni fa si trattava di un buco di mezzo milione di persone, che oggi si è ridotto a 274mila circa. Un simile trend si sta verificando anche in North Carolina, Nevada e Pennsylvania. Ma potrebbe non bastare: a meno che non ci sia un capovolgimento negli Stati in bilico, conclude il Nyt, se perderà la Florida, Trump perderà del tutto.

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