MONDO

Nuove manifestazioni previste anche a New York

Gli Usa scendono in piazza contro il razzismo

Al corteo partecipano, tra gli altri, i familiari di Eric Garner, il ragazzo nero disarmato morto soffocato da un poliziotto bianco durante l'arresto, quelli di Michael Brown, il 18enne ucciso la scorsa estate a Ferguson, e quelli di Taryvon Martin, un altro adolescente ucciso nel 2012 da un vigilante privato in Florida

Protesta a Washington (Ap)
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Washington A bordo di autobus provenienti da tutti gli Stati Uniti migliaia di persone sono arrivate a Washington per la marcia di protesta contro le violenze della polizia nei confronti degli afroamericani. 

Una legge sull'operato della polizia
"Non dobbiamo solo parlare, ma fare di più: abbiamo bisogno di un'azione legislativa che cambi le cose nei codici e per le strade", ha detto il reverendo Al Sharpton, il leader dei diritti civili newyorkese che ha convocato l'appuntamento dopo la decisione del grand jury di New York di non incriminare il poliziotto responsabile della morte di Eric Garner, il ragazzo nero sospettato di vendere sigarette di contrabbando, morto durante l'arresto perché soffocato. Secondo Sharpton, il Congresso dovrebbe passare una legge che preveda che siano affidati a procuratori federali i casi che coinvolgono poliziotti e non a quelli locali che lavorano a fianco a fianco con i dipartimenti di polizia.

In piazza la famiglia di Garner
Alla marcia di Washington hanno partecipato almeno 25mila persone: tra gli altri, i familiari di Garner, di Michael Brown, il ragazzo di 18anni ucciso la scorsa estate a Ferguson, e quelli di Taryvon Martin, un altro adolescente ucciso nel 2012 da un vigilante privato in Florida. "Facciamo che sia un messaggio forte, duraturo e significativo". Così Esaw Garner, la vedova di Eric Garner, che ha parlato in Freedom Plaza. La folla è poi partita, marciando su Pennsylvania Avenue verso il Campidoglio. 

Manifestazione anche a New York
Una manifestazione è sfilata anche a New York con partenza da Washington Square e la conclusione di fronte al sede del dipartimento di polizia in lower Manhattan. A New York erano presenti i familiari di molte persone afroamericane uccise nel corso dei decenni da agenti di polizia. Tra loro Donna Carter, 54 anni, il cui figlio adolescente fu freddato a colpi d'arma da un agente negli anni novanta, mentre portava con sé un'arma giocattolo.
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