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ITALIA

Lo scontro

Vaccini: per i presidi senza il certificato della Asl i bambini non saranno ammessi a scuola

Secondo l'Associazione nazionale di capi d'istituto non si potrà far prevalere la circolare della ministra della Salute, Grillo, sulla legge Lorenzin poiché"il dirittoalla Salute è prioritario rispetto a quello all'Istruzione"

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I presidi scendono in campo nella polemica sui vaccini. "Allo stato delle cose, se non verrà presentato all'inizio dell'anno scolastico il certificato di avvenuta vaccinazione della Asl, non potremo permettere la frequenza dei bimbi a scuola, a nidi e materne. Non è possibile far prevalere la nuova circolare Grillo. Per ora, almeno fino all'inizio del nuovo anno scolastico, resta in vigore la Legge Lorenzin: sarà quest'ultima ad essere applicata", poiché "il diritto alla Salute è prioritario rispetto a quello all'Istruzione". Lo afferma l'Associazione Nazionale dei Presidi, che oggi ha avuto un primo incontro al Ministero della Salute con il capo di gabinetto sul tema dei vaccini.

Netto dissenso, inoltre, dell'Associazione nazionale presidi all'ipotesi di avere classi "differenziali", composte cioè dai soli bambini vaccinati in cui inserire i bambini immunodepressi. La contrarietà è  stata ribadita nel corso di un incontro al ministero della Salute da una delegazione ANP guidata dal presidente Antonello Giannelli. La delegazione del dicastero era guidata dal Capo di Gabinetto Alfonso Celotto. Al centro dell'incontro, il paventato slittamento degli obblighi vaccinali e la conseguente ricaduta sulle scuole. Il dissenso dell'ANP deriva sia perché "si porrebbe un grave problema di carattere organizzativo, legato alla composizione delle classi ed alla regola della continuità, sia perché i bambini non sarebbero comunque protetti nei momenti di ricreazione e nei numerosi spazi comuni (mensa, palestra, bagni) e se ne violerebbe, di conseguenza, il diritto alla incolumita'".

Giannelli ha fatto presente all'amministrazione sanitaria "quello che tutti i colleghi già sanno e cioè che essi sono dirigenti dello Stato e pubblici ufficiali tenuti a rispettare e a far rispettare la Costituzione, le leggi e i principi di base dell'ordinamento". E che inoltre, "per costante giurisprudenza della Cassazione Penale, essi sono anche titolari di posizioni di garanzia dell'incolumità di tutti coloro che frequentano gli ambienti scolastici".
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