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ITALIA

E' accaduto a Punta Penna

Vasto, 7 capodogli arenati sulla spiaggia: 3 sono morti, 4 sono stati salvati

I cetacei sono stati avvistati questa mattina poco dopo le 7 da alcuni surfisti che hanno avvertito la vicina Capitaneria di Porto. L'esperto: "Possibile relazione con l'attività estrattiva". E intanto divampano le polemiche

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Vasto (Chieti) Sette capodogli si sono arenati sulla spiaggia di Punta Penna a Vasto (in provincia di Chieti). I cetacei sono stati avvistati questa mattina poco dopo le 7 da alcuni surfisti che hanno avvertito la vicina Capitaneria di Porto che ha immediatamente attivato tutte le procedure di emergenza. Sul posto sono intervenuti i veterinari della Asl provinciale di Chieti e il sindaco di Vasto, Luciano Lapenna.

Tre sono morti. Quattro hanno ripreso il largo
Tre dei sette animali sono morti, mentre quattro sono stati liberati dalla sabbia e trascinati al largo. Tra volontari e operatori della Guardia Costiera sono state circa 50 le persone impegnate nel tirare le fasce con cui i cetacei sono stati cinti per tentare di liberarli dalle sabbie dove sono rimasti intrappolati. 

Il coordinatore della task force del ministero dell'Ambiente: "Un risultato straordinario"
"E' un risultato straordinario, nel 2009 dei sette capodogli spiaggiati erano morti tutti - ha detto all'AGI Sandro Mazzariol, coordinatore della task force del ministero dell'Ambiente che si attiva in questi casi, il Cert (Cetaceans Emergency Response Team) - il fatto che questa volta si sia riuscito a riportarne quattro in mare è già un grande risultato che aiuterà a lavorare meglio nelle prossime ore". I cetacei ora dovranno riprendere il largo e navigare verso sud per poter uscire dal mare Adriatico e tornare nello Ionio, dove si trova il loro habitat naturale, salvandosi così definitivamente. "Il pericolo è rappresentato dal mare davanti il Gargano, molto basso - spiega Mazzariol - dovranno essere aiutati per quanto possibile nella navigazione, sperando che si allontanino dalla costa".

Il sindaco: “Uno dei disastri più pesanti della regione”
"E' uno dei disastri ambientali più pesanti di questa regione". Sono state queste le prime dichiarazioni del sindaco di Vasto, Luciano Lapenna, dopo lo spiaggiamento a Punta Penna dei sette capodogli. 

Il presidente della Regione: "Capire le motiviazioni e le concause dell'accaduto"
"E' triste vedere che sette meraviglie marine si siano arenate davanti ad una delle spiagge più belle d'Italia, quella della Riserva naturale di Punta Aderci. Stiamo allestendo il nostro coinvolgimento per una unità di competenze dedicate sia a gestire l'emergenza sia a capire le motivazioni e le concause dell'accaduto". Lo ha dichiarato il Presidente di Regione Abruzzo Luciano D'Alfonso che ha ringraziato quanti si sono prodigati per salvare i cetacei spiaggiati.

Il ministro Galletti ha seguito le operazioni
Il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti è stato informato stamattina dello spiaggiamento dei sette capodogli a Punta Penna presso Vasto ed è stato in costante contatto con il Reparto Marino Ambientale della Guardia Costiera, che ha coordinato le operazioni per cercare di salvare i cetacei. Lo ha reso noto il dicastero indicando le unità di esperti allertate e chiamate a intervenire.

Tra le possibili cause dello spiaggiamento l'attività estrattiva
Intanto ci si interroga sulle possibili cause dell'accaduto. "In letteratura le ipotesi vengono messe in relazione alle attività estrattive". Così all'Ansa il presidente del Centro studi cetacei onlus, Vincenzo Olivieri. "La certezza - sottolinea l'esperto - ce l'avremo solo con la necroscopia, perché, ad esempio, potremo trovare tracce di riemersione troppo veloce". 

Le polemiche
Nel frattempo divampano le polemiche. "Il nostro pensiero, anche se è chiaramente da confermare, - sottolinea Fabrizia Arduini, referente energia per il WWF Abruzzo - va all'intensa attività di ricerca geosismica attraverso l'air-gun da parte delle compagnie petrolifere, attualmente utilizzato soprattutto sulle coste dell'altra sponda dell'Adriatico. L'air-gun è una pratica che per l'intensità di suono prodotto nel sottofondo marino diviene micidiale per i cetacei e non solo, come dimostra una ampia letteratura a riguardo". Il WWF spiega che "anche i sonar militari, in particolare quelli a bassa frequenza, hanno conseguenze devastanti per il mare e sono causa diretta di spiaggiamenti di massa e di emorragie per la risalita eccessivamente rapida degli animali spaventati da suoni mai sentiti in mare".

Sulla stessa linea anche tutti i sindaci della Costa Teatina che chiedono il "fermo di tutte le perforazione petrolifere" e l'Enpa. Il direttore scientfico, Ilaria Ferri, ha dichiarato: "L'areale in cui si sono spiaggiati i capodogli non rappresenta una zona nella quale questi siano abituali, pertanto abbiamo logici e validi sospetti che lo spiaggiamento possa essere stato causato da esercitazioni militari che prevedono l'uso di sonar a bassa frequenza che determina danni irreparabili nei cetacei o che la causa sia da identificare nelle prospezioni geosismiche in atto nell'adriatico e condotte in modo scellerato, anch'esse fonte di disturbo e causa di morte per i cetacei". 
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