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SPETTACOLO

Madrina della serata Elisa Sednaoui

Venezia 72. Alfonso Cuarón porta il dramma dei migranti alla Mostra. Everest gela il Lido

Il presidente di giuria nel suo discorso durante la cerimonia di apertura invita alla tolleranza. Parole apprezzate dal capo dello Stato Mattarella seduto in prima fila in sala

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di Stefano Masi e Laura Squillaci Il dramma dei migranti arriva fino alla Mostra del Cinema di Venezia. È il regista Alfonso Cuarón, presidente di giuria, ad accendere una luce sul tema della tolleranza: "Sono un messicano che vive in Europa e mi sono sempre sentito il benvenuto. Vorrei la stessa accoglienza per tutti i migranti". Parole apprezzate dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, seduto in prima fila in sala grande per la proiezione al pubblico del kolossal "Everest".

Il film di Kormakur ha garantito un bel bagno di divismo internazionale per l’apertura della Mostra del Cinema di Venezia. Sul red carpet, tra una star e l’altra, le sempreverdi statuine del presepe veneziano, da Marta Marzotto a Marina Ripa di Meana. Meno male che c’erano le giurie, piene di stelle e stelline, a sostenere la temperatura glamour.

Sul tappeto rosso il fior fiore di Hollywood. Jake Gyllenhall, star sulla cresta dell’onda, che subito balza in testa alla classifica degli autografi. Tantissimi ne ha firmati anche Josh Brolin, in compagnia della sua nuova fiamma.

I rocciatori di “Everest” non hanno scaldato il cuore della stampa internazionale. Però sono piaciuti al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ospite eccellente della serata. Intanto, fuori dal Palazzo del Cinema, per mettere a frutto la grancassa mediatica della Mostra del Cinema, questa volta c’erano gli striscioni dei dipendenti del Comune e dei Beni Culturali.
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