MONDO

L'intervento

Venezuela, Dudamel rompe il silenzio e attacca Maduro: "Alzo la mia voce, ora basta"

Dopo l'uccisione di un giovane musicista ieri, il celebre direttore d'orchestra si appella al governo: "Basta sangue, ascoltate il popolo venezuelano"

Direttore d'orchestra Dudamel, considerato chavista
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Accesa invettiva contro il governo venezuelano su Facebook. A puntare il dito è Gustavo Dudamel, celebre direttore d'orchestra che ha postato sul social network di Zuckerberg un appello accorato intitolato "Levanto mi voz" ("Alzo la voce"). La critica arriva il giorno dopo la morte di un giovane musicista di 18 anni ucciso nel corso di una manifestazione a Caracas. 

Oltre seicento feriti e 35 morti è il bilancio, dall'inizio di aprile, delle vittime della dura repressione delle forze dell'ordine venezuelane. Il motivo delle proteste che hanno portato a numerosi scontri in piazza è il tentativo della Corte Superema di eliminare del tutto il Parlamento, dove il fronte anti-Maduro è forte e radicato, suscitando anche la preoccupazione dell'Onu. "Siamo studenti, non terroristi!", queste le parole urlate a gran voce dai giovani dimostranti, gli stessi che hanno presentato un messaggio alla Chiesa in Conferenza episcopale: "Ci uccidono, questa è una dittatura". 

È in questo quadro così complesso che si incastra la critica di Gustavo Dudamel, 36 anni, a sua volta contestato in passato proprio a causa del suo silenzio."Alzo la voce contro ogni forma di repressione - scrive Dudamel - Nulla giustifica un bagno di sangue". Il post continua poi con un appello "urgente al presidente della repubblica e al governo nazionale perché modifichino la linea e ascoltino la voce del popolo venezuelano".

Dudamel, noto per far parte dell'orchestra Simon Bolivar dei giovani musicisti, è uno dei direttori più affermati del panorama musicale mondiale e sarà anche a Firenze a fine giugno. Ha rotto il silenzio dopo l'uccisione di un giovane violinista dell'Orchestra El Sistema, sfatando quella sua reputazione di fervente chavista.

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