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MONDO

Crisi umanitaria

Venezuela. Guaidó: gli aiuti umanitari entreranno

Tra Guaidó e Maduro si sta combattendo la battaglia sugli aiuti 

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di Tiziana Di Giovannandrea In Venezuela si sta giocando tra Juan Guaidó e Nicolás Maduro la sfida sugli aiuti umanitari internazionali che è anche la sfida tra le contrapposte fazioni politiche nel braccio di ferro per il governo della nazione.

Gli aiuti umanitari internazionali sono stati richiesti alla comunità internazionale da parte del presidente ad interim del Venezuela, Juan Guaidó, subito dopo la sua elezione il 23 gennaio. Nettamente contrario ad un qualsivoglia aiuto umanitario internazionale è Nicolás Maduro perché sarebbe, secondo la sua opinione, il Cavallo di Troia da utilizzare dalle forze internazionali, in particolare Stati Uniti, per un intervento militare nel Paese.

Intanto però ai confini del Venezuela è iniziata la raccolta di viveri e medicinali nonostante che il governo di Caracas abbia rafforzato i controlli ed i posti di blocco per impedire il passaggio dei generi di sopravvivenza alle frontiere dello Stato. Maduro nega l'esistenza di una crisi umanitaria nel paese pertanto considera gli aiuti (cibo, medicinali, benzina) del tutto inutili. Di questa opinione però non è il consesso internazionale.

L'oppositore e presidente ad interim Juan Guaidó, ha convocato manifestazioni in tutto il Paese per il 23 febbraio, per appoggiare i volontari che intendono andare alla frontiera con la Colombia per far entrare gli aiuti umanitari americani. "Non succederà solo alla frontiera, dove si troverà il movimento di volontari, ma anche in tutte le città del Paese dove si svolgeranno manifestazioni il 23 febbraio per aspettare l'ingresso degli aiuti", ha dichiarato Guaidó durante un incontro pubblico davanti a migliaia di sostenitori; dando per sicuro l'ingresso degli aiuti. Guaidó ha spiegato che si lavorerà in maniera pacifica, ma con  determinazione per arrivare alla distribuzione effettiva degli aiuti messi a disposizione dalla comunità internazionale.

Nel frattempo il governo degli Stati Uniti ha inviato in Colombia tre aerei militari carichi di generi di conforto destinati al Venezuela, un'iniziativa volta anche ad incalzare il governo di Maduro. Gli aerei C-17 sono decollati dalla base aerea di Homestead, a Sud di Miami, direzione la città colombiana di Cúcuta, al confine con il Venezuela: trasportano cibo arricchito, kit per l'igiene personale e articoli di primo soccorso.

A Cúcuta c'è uno dei tre punti di raccolta del cibo e delle medicine per i venezuelani. Gli altri due sono nello Stato brasiliano di Roraima, al confine con il Venezuela, e sull'isola di Curaçao, un territorio autonomo olandese nel Mar dei Caraibi.

Sempre venerdì Guaidó ha annunciato su Twitter la creazione a Miami di un nuovo centro per la raccolta di aiuti umanitari.

Per fare pressione su Maduro, Trump ha detto che mantiene "l'opzione militare" sul tavolo e ha adottato una serie di misure per soffocare l'economia del Paese, tra cui le sanzioni contro la compagnia Petróleos de Venezuela, una delle principali fonti di introito dello Stato.
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