Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/Venezuela-scontri-e-vittime-alla-frontiera-Pompeo-Maduro-ha-i-giorni-contati-6369793c-4758-4f37-9662-d5d5d54d0179.html | rainews/live/ | true
MONDO

Avvelenato deputato dell'opposizione

Venezuela, scontri e vittime alla frontiera. Pompeo: Maduro ha i giorni contati

Quattro morti negli scontri alla frontiera, centinaia i feriti. Sessanta militari disertano. Grave un deputato dell'opposizione: avvelenato. Una ferma condanna di Maduro è arrivata dall'Ue che con l'Alto rappresentante per la politica estera, Federica Mogherini

Condividi
Gli scontri con quattro morti e centinaia di feriti di sabato ai confini venezuelani con Brasile e Colombia hanno rinfocolato l'ostilità internazionale contro il regime di Nicolas Maduro. A scuotere ulteriormente il Paese sudamericano è l'avvelenamento in un ristorante di Cucuta del deputato venezuelano dell'opposizione Freddy Superlano, e del suo assistente. Superlano è in gravi condizioni in ospedale, mentre l'assistente e cugino Carlos José Salinas è morto. I due si trovavano nella città di confine per far entrare gli aiuti umanitari in Venezuela. 

Oltre cento disertori venezuelani, tra militari e poliziotti, hanno intanto varcato il confine verso la Colombia. Lo riferisce il servizio delle migrazioni colombiano. 

Il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, in una intervista alla Cnn, ha assicurato che il presidente del Venezuela, Nicola Maduro, "grazie ai venezuelani ha i giorni contati".

Mike Pompeo ha usato toni minacciosi contro Maduro che ha definito "un tiranno pazzo". Su Twitter il capo della diplomazia americana ha scritto che "gli Stati Uniti agiranno contro coloro che si oppongono al pacifico ripristino della democrazia in Venezuela. Adesso, è giunto il momento di agire per sostenere i bisogni del disperato popolo venezuelano. Siamo solidali con coloro che continuano la loro lotta per la libertà. #EstamosUnidosVE". Pompeo ha definito "brutali" forze di sicurezza fedeli al presidente Maduro che hanno sparato sui dimostranti

Dopo le violenze lungo la frontiera, dove i camion degli aiuti sono stati distrutti dai militari, e la rottura delle relazioni diplomatiche con la Colombia, l'autoproclamato presidente ad interim, Juan Guaidó , ha dichiarato che chiederà alla comunità internazionale di "tenere aperte tutte le opzioni" per liberare il Paese. "Gli eventi di oggi mi hanno obbligato a prendere una decisione: proporre in modo formale alla comunità internazionale di mantenere tutte le opzioni disponibili per liberare questo Paese, che lotta e continuerà a lottare". 

E l'occasione si presenta subito domani, lunedì, a Bogotà, alla riunione del Gruppo di Lima cui parteciperà il vicepresidente Usa Mike Pence, che nell'occasione incontrerà Guaidó.

Il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, si è detto "scioccato" dalla morte di civili in Venezuela, lanciando l'ennesimo appello alla moderazione e ad evitare ogni tipo di violenza. 

Il ministro degli Esteri italiano, Enzo Moavero, ha espresso "il più sentito cordoglio ai familiari delle vittime delle violenze alla frontiera del Venezuela" e ha affermato che, "insieme agli altri Stati Ue, l'Italia chiede la cessazione delle violenze e l'immediata distribuzione aiuti umanitari alla popolazione venezuelana".

Dal Brasile di Jair Bolsonaro è arrivata una nota durissima: "L'uso della forza contro il popolo venezuelano, che vuole poter ricevere gli aiuti umanitari internazionali, definisce in modo definitivo il carattere criminale del regime di Maduro", ha affermato la cancelleria brasiliana. 

Il governo colombiano Duque chiude la frontiera
Il governo colombiano ha chiuso la sua frontiera con il venezuela per 48 ore, e il presidente Iván Duque ha visitato personalmente la zona sul confine, nel dipartimento di Norte de Santander, per controllare la situazione dopo gli incidenti violenti registrati ieri, quando l'opposizione venezuelana ha cercato di fare entrare nel suo paese aiuti umanitari internazionali. Parlando con i media a margine della sua visita al ponte Simon Bolivar, scenario di alcuni degli scontri più violenti di ieri, Duque ha detto che gli "atti di barbarie" commessi ieri dal "regime dittatoriale di Maduro" rappresentano "la sua sconfitta finale, morale e politica". "Il mondo intero ha potuto vedere con i propri occhi quello che il popolo venezuelano sta soffrendo ormai da anni", ha aggiunto Duque, secondo il quale "bisogna continuare a isolare diplomaticamente la dittatura" e le forze armate venezuelane "devono capire che l'unica autorità legittima alla quale devono ubbidire è l'assemblea nazionale" di Caracas, presieduta da Juan Guaidó.

L'Ue denuncia ricorso a gruppi armati del regime
L'Unione europea ha condannato l'uso della violenza e il ricorso a gruppi armati da parte del governo di Nicolas Maduro per impedire l'ingresso in Venezuela degli aiuti umanitari. "Il rifiuto del regime di riconoscere l'emergenza umanitaria sta aumentando le tensioni - ha detto il capo della diplomazia europea, Federica Mogherini, a nome dei 28 Stati membri dell'Ue - rifiutiamo l'uso di gruppi armati irregolari per intimidire civili e parlamentari che si sono mobilitati per distribuire gli aiuti". In una dichiarazione Mogherini ha quindi sollecitato le forze di sicurezza a "evitare l'uso della forza e a consentire l'ingresso degli aiuti", aggiungendo che l'Ue è pronta ad "aumentare" l'assistenza umanitaria al popolo venezuelano.
Condividi