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Venezuela. Un paese allo sbando, allarme default

Il Venezuela si trova in profonda recessione dal 2015, anno del crollo del pil del 5,7%. Per l’anno in corso, il Fondo Monetario Internazionale stima un nuovo tonfo dell’8% e un’inflazione verosimilmente fino al 720%

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Dopo l’ennesimo annuncio del governo di Maduro sulle misure di emergenza, la situazione economica nel paese caraibico è ogni giorno più drastica.

Il Venezuela si trova in profonda recessione dal 2015, anno del crollo del pil del 5,7%. Per l’anno in corso, il Fondo Monetario Internazionale stima un nuovo tonfo dell’8% e un’inflazione verosimilmente fino al 720%.

Gli scaffali dei negozi delle città sono vuoti, ma ci sono file enormi per comprare il pane. Tutto questo è stato provocato dalla carenza di dollari per importare beni e servizi dall’estero e dal crollo della produzione interna, determinato dalla politica dei prezzi amministrati dal governo di Caracas. Inoltre, la settimana lavorativa è stata ridotta a soli due giorni per i dipendenti del settore pubblico, circa 2,8 milioni. Il governo ha anche spostato gli orologi in avanti di mezz’ora per ridurre la domanda di energia elettrica in prima serata.

Ma i guai non finiscono per la rivoluzione bolivariana: la Corte Suprema del Venezuela ha annullato l'amnistia per i prigionieri politici approvata dal nuovo Parlamento controllato dall'opposizione a Maduro.

Secondo il rapporto di una ONG messicana Caracas è al primo posto tra le città più violente e pericolose del continente. Nel rapporto si sottolinea inoltre che la preparazione delle statistiche riguardo al Venezuela "ha rappresentato una grande sfida, giacché le autorità locali, invece di praticare la trasparenza e l'informazione chiara, preferiscono, l'occultamento e la propaganda, che molte volte si basa su dati menzogneri".

Ieri l'opposizione venezuelana ha raccolto migliaia di firme in tutto il Paese per organizzare entro il 2016 un referendum contro il presidente Nicolas Maduro, sotto pressione a causa della crisi economica e del malcontento popolare. "Sono venuta a firmare per chiudere questo periodo di anarchia", ha commentato Miriam Leal, che ha partecipato alla raccolta di firme a Est di Caracas. "Mancano medicine, lavoro e istruzione, e poi c'è questo problema dell'elettricità", ha aggiunto.

Uno dei leader dell'opposizione, Henrique Capriles, si è detto convinto della capacità di raccogliere "in tempo record, nel giro di qualche ora" le 195.721 firme necessarie per dare il via a tutta la procedura. Il tempo disponibile è di 30 giorni, poi le firme dovranno essere convalidate dal Consiglio Nazionale Elettorale (Cne) per passare alla seconda fase: la raccolta di quattro milioni di firme per indire il referendum, che in questo caso, secondo Capriles, potrebbe essere organizzato a fine novembre. Per ottenere la destituzione di Maduro servirà superare il numero dei voti che ha ottenuto per la sua elezione nel 2014: 7.587.532 preferenze. Il paese sta passando velocemente da una Crisi politica a una Crisi costituzionale, e da una Crisi economica a una Crisi umanitaria.
 
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