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ITALIA

3 luglio 1995

Vent'anni dalla morte di Alexander Langer, la scomparsa di un "portatore di speranza"

Langer fu tra i fondatori del partito dei Verdi italiani e uno dei leader del movimento verde europeo. Si tolse la vita vicino a Firenze il 3 luglio 1995 e scrisse ai familiari: "Non siate tristi, continuate in ciò che era giusto".

Alexander Langer (Ansa)
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Sono passati vent'anni da quando Alexander Langer decise di dire addio alla sua vita. Aveva 49 anni anni. Per due volte europarlamentare e protagonista dell'ecologismo politico in Italia e in Europa, Langer si dedicò all'impegno per la pace e alla convivenza in Bosnia. È stato tante cose, pensatore, politico, giornalista, ma la definizione più bella che è stata data di lui è: "Un portatore di speranza".

Langer fu tra i fondatori del partito dei Verdi italiani e uno dei leader del movimento verde europeo. Le principali tematiche al centro della sua attenzione intellettuale e del suo agire politico furono la situazione dell'Alto Adige, sua regione d'origine, e in particolare il rapporto tra le diverse comunità linguistiche; le problematiche internazionali, come il rapporto tra Nord e Sud del mondo e i problemi di convivenza nelle aree di crisi.

Il pensatore e sognatore Langer ha infatti lasciato un'eredità ideale, politica, culturale ed anche spirituale sull'universo ambientalista ed ecologista, oltre a quella delle innumerevoli esperienze pacifiste per la convivenza inter-etnica e per un'Europa democratica e federale.

Negli ultimi anni della sua vita Langer si dedicò alle ragioni della pace nei territori dell'ex-Jugoslavia, segnati dalla guerra. Per far cessare il conflitto propose l'intervento della comunità internazionale tramite una forza dell'ONU e partecipò a Cannes alle proteste contro l'inerzia dell'Europa di fronte alla guerra nei Balcani.

Nel maggio 1995 Langer si candidò a sindaco di Bolzano, ma la sua candidatura fu respinta a causa del rifiuto di dichiarare la propria appartenenza etnica nel censimento. Il 3 luglio dello stesso anno si tolse la vita a Pian dei Giullari, nei pressi di Firenze. Ai familiari e agli amici lasciò un breve biglietto che recitava: "Non siate tristi, continuate in ciò che era giusto".
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