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MONDO

Vertice informale in Romania

Si apre la partita per le poltrone Ue, Conte: "L'Italia vuole recitare il ruolo che le spetta"

"Io Commissario? State augurando la caduta del Governo?" risponde il premier al termine del Vertice informale dei capi di Stato e di Governo che si è tenuto in Romania, interpellato sul ruolo dell'Italia nella composizione della prossima Commissione e nelle altre nomine di vertice che si profilano a livello  europeo

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L'Italia "è intenzionata ad avere il ruolo che le spetta: è la seconda azienda manifatturiera in Europa e il terzo sistema economico nell'eurozona, dovrà recitare un ruolo non secondario" in Europa. Al vertice dei 27 leader Ue a Sibiu, dove si è aperto il risiko per la leadership dell'Unione che verrà, il presidente del consiglio Giuseppe Conte si è mostrato battagliero, pronto alottare per ritagliare al Paese lo spazio adeguato. Ma la competizione appare complessa, mentre giorno dopo giorno è unrincorrersi di ipotesi di nuovi candidati per i principali incarichi europei che rischiano di lasciare Roma a mani vuote.   "L'Italia è politicamente isolata, non trova sostegno da nessuna parte, forse perché troppi suoi ministri sono stati aggressivi e violenti nei confronti degli altri. Non mi sembra che in questo momento abbia possibilità di assumere incarichi di rilievo in Ue", ha ammonito il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, che a sua volta spera in una difficile riconferma. Accuse che Conte ha bollato come un "complesso" tutto italiano: in realtà poi "non siamo mai isolati in nessuna partita, e confido di non esserlo nemmeno qui. Però bisogna lavorare".

Non a caso il premier a Sibiu ha affrontato questo tema con diversi leader, dal presidente francese Emmanuel Macron alla cancelliera tedesca Angela Merkel, allo spagnolo Pedro Sanchez. Proprio Sanchez, fresco della vittoria elettorale che lo ha incoronato come l'uomo di punta dei socialisti al Consiglio europeo, rischia di essere uno degli avversari principali per l'Italia. "La Spagna ha da giocare una carta determinante per la sua futura rappresentanza nell'Ue", ha dichiarato, prima di immergersi in una girandola di discussioni.

Il totonomine
Le voci indicano il ministro degli Esteri iberico uscente, Josep Borrell, tra i nomi in pole per il ruolo di Alto rappresentante, assieme a quello del vicepresidente della Commissione Ue, l'olandese e candidato di punta dell'S&D, Frans Timmermans.   Ma il borsino dei papabili per i top job dell'Ue si è arricchito di nuovi nomi, con le ultimissime indiscrezioni che indicano anche il premier greco Alexis Tsipras, che dalla sua parte ha la buona credenziale della storica pace raggiunta di recente con la Macedonia. Per i sondaggi Tsipras si avvia alla sconfitta alle politiche e potrebbe essere interessato a ottenere un incarico di primo piano in Europa. Tra i favoritissimi per la leadership del Consiglio europeo c'è poi il premier olandese, il liberale Mark Rutte. Fonti europee spiegano che se veramente volesse, l'incarico sarebbe suo. Ma il primo ministro dei Paesi Bassi è tornato a chiamarsi fuori, nonostante il belga Charles Michel gli abbia dato il suo endorsement pubblico, esaltandone le qualità.   Per la carica più alta dell'esecutivo comunitario sono alte le quotazioni del capo negoziatore della Ue per la Brexit Michel Barnier (Ppe), ma regge anche l'ipotesi Dalia Grybauskaité (indipendente, gradita al Ppe). Oltre ai baltici, anche i Paesi dell'Est sembrano aperti a sostenere la presidente lituana, già commissaria europea nella compagine Barroso I, ormai alla fine del suo secondo mandato. Più improbabile per la poltrona appare invece la soluzione di 'lady antitrust' Margrethe Vestager (Alde). Indebolita appare poi la candidatura di Manfred Weber, uomo di punta del Ppe. Merkel gli ha rinnovato il suo sostegno ma sono molti, tra i 27, a non essere d'accordo con la procedura dello 'Spitzenkandidat', a partire da Macron, che per la poltrona del presidente della Commissione europea "si batterà per avere il miglior candidato possibile", mentre gli Spitzenkandidaten sono indicazioni tecniche.

Quel che è certo è che il 28 maggio, subito dopo il voto per l'Eurocamera, ci sarà un vertice straordinario per andare avanti "in modo veloce ed efficace" con la partita delle nomine. L'intenzione è "indicare la nuova leadership dell'Ue a giugno". Ma "se non si dovesse raggiungere il consenso tra i leader - ha avvertito Tusk - non esiterò a ricorrere al voto". L'Europa non può attendere. Brexit permettendo, s'intende.

Conte: "Eurocentrismo finito, serve nuovo approccio"
Nel corso del suo intervento al Vertice Ue informale il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha invitato i partner a  considerare che lo scenario internazionale non appare piu'  eurocentrico e questo richiede un nuovo approccio da parte  dell'Unione europea. Lo indicano fonti italiane, spiegando  che l'approccio suggerito da Conte e' uno piu' flessibile  rispetto al passato e concentrato soprattutto nella  promozione dei 'diritti dei cittadini', in direzione  dell'affermazione di un 'nuovo umanesimo'. Un approccio,  rilevano ancora le stesse fonti, che deve essere dialogante,  in modo da poter coinvolgere anche i Paesi meno sensibili  rispetto a questa prospettiva. L'Unione europea, e' il  ragionamento sviluppato dal capo del Governo, deve conservare  e alimentare la relazione strategica con gli Stati Uniti.  Allo stesso tempo, l'Unione deve compiere uno sforzo  ulteriore per dialogare con la Russia, sollecitando la Russia  a fare altrettanto, in modo da superare l'attuale frattura  che non giova a nessuno.

Nel punto  stampa tenuto al termine del Vertice Conte ha riferito ai  cronisti: "E' stato un incontro molto proficuo perche'  abbiamo potuto scambiare opinioni sulla prossima agenda  europea: abbiamo ragionato sugli scenari internazionali e poi  sul commercio, sull'ambiente, sulla sicurezza e la difesa. Mi  sono fatto latore di una sensibilita' dell'Italia per  l'affermazione di un nuovo umanesimo. Dobbiamo tenere conto  che non possiamo piu' ragionare secondo un modello  eurocentrico: il mondo si e' allargato ma l'Italia e l'Europa  possono continuare a recitare un ruolo importante se pongono  al centro il rispetto della persona e dei diritti  fondamentali". Inoltre,  nel suo intervento, ha spiegato ai  giornalisti Conte ha sottolineato che "gli Usa restano un  partner strategico. Invece, per la Cina ho ribadito che  l'Italia e' stata apripista per quanto riguarda i principi  europei che sono stati inseriti nel memorandum sulla Via  della Seta. Abbiamo aperto la strada anche agli ultimi Paesi  che sono rimasti, che, se vorranno aderire potranno giovarsi  della tenace negoziazione dell'Italia".

Conti pubblici, "dialogo con Commissione Ue mai interrotto"
"Il  dialogo con la Commissione Ue non si e' mai interrotto, nello  scambio che ho avuto con Juncker' a margine del Vertice Ue  'siamo rimasti che ci aggiorneremo a breve'. Cosi' il  presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. 'A giugno ci sara'  il Country report, ci saranno delle raccomandazioni anche per  il nostro Paese ma, ripeto, il dialogo non si e' mai  interrotto".

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