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ITALIA

Stretta contro il traffico di organi: sì della Camera alla legge, carcere fino a 12 anni

La legge prevede la reclusione da 3 a 12 anni per chi illecitamente commercia, vende, acquista o comunque procura organi prelevati da vivente e la reclusione fino a 7 anni per chi organizza o propaganda viaggi volti a tale scopo. In più, introduce un'aggravante nel caso di associazione a delinquere finalizzata al traffico di organi.

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Carcere fino a 12 anni per i trafficanti di organi umani. La commissione Giustizia della Camera, in sede legislativa, ha approvato oggi in via definitiva la legge sul commercio illecito di organi prelevati da persone viventi. Il testo, trasmesso dal Senato, è passato all'unanimità senza modifiche.

Il nuovo delitto introdotto nel codice penale punisce con il carcere da 3 a 12 anni (e la multa da 50mila a 300mila euro) chi illecitamente, violando cioè la disciplina del prelievo e trapianto da donatore, commercia, vende, acquista o comunque procura organi prelevati da persona vivente. Se il colpevole è un medico o un sanitario, scatta anche l'interdizione perpetua dall'esercizio della professione.

Nel mirino c'è il turismo dei trapianti. La nuova legge punisce con la reclusione da 3 a 7 anni anche chi organizza o propaganda viaggi oppure pubblicizza o diffonde (anche per via informatica o telematica) annunci volti al traffico di organi.

Viene infine prevista e sanzionata l'associazione a delinquere aggravata: il reato risulta aggravato per l'associazione a delinquere se finalizzata al traffico di organi da vivente o da cadavere o alla mediazione a scopo di lucro nella donazione di organi. Chi promuove o organizza l'associazione rischia da 5 a 15 anni di carcere, chi vi partecipa da 4 a 9.

"E' una legge importante - ha sottolineato la presidente Pd della commissione Giustizia  Donatella Ferranti -  che colpisce reati odiosi a danno dei più deboli e di chi si trova in stato di bisogno. Il traffico di organi, il cui giro d'affari globale è stimato in quasi un miliardo e mezzo di dollari, è una forma di tratta degli esseri umani che rappresenta una gravissima violazione dei diritti umani fondamentali". A giudizio di Ferranti, "è innanzitutto un atto di civiltà punire con sanzioni pesanti chi per profitto alimenta fenomeni di 'neocannibalismo' considerando il corpo degli altri come fonte di pezzi di ricambio e combattere l'aberrante turismo dei trapianti".
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