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POLITICA

Caduti i timori di un "agguato" dei centristi

Via libera in Senato al ddl sugli enti locali. La maggioranza tiene

Partito democratico e Alleanza popolare votano compatti: 184 sì, 45 no, 44 astenuti. Il provvedimento ora passa alla Camera 

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A dispetto dei timori della vigilia, la maggioranza di governo supera di slancio, senza affanni, la prova del via libera al Senato del ddl sull'equilibrio dei bilanci di Regioni ed Enti locali. Sul provvedimento era necessario raggiungere la maggioranza assoluta di 161 voti e nei giorni scorsi era scattato l'allarme, nel Pd, per le ipotesi di possibili "agguati" di esponenti di Area popolare, che avrebbero potuto lanciare un segnale, manifestando platealmente il proprio disagio per la linea politica del partito.

Un allarme rientrato oggi, con il via libera al provvedimento (che passa ora alla Camera) con 184 voti. Ben oltre la soglia prevista, e superiore ai 161 voti anche solo contando la maggioranza "pura", senza contributi esterni, che ha raccolto 167 consensi. Tabulati alla mano, infatti, 112 sono stati i voti di senatori Pd, 17 delle Autonomie, 29 di Ap (su 31, con due senatori assenti giustificati), 6 di senatori del Misto e 3 di Gal. A questi voti si aggiungono quelli favorevoli di 13 (su 18) esponenti di Ala, delle tre senatrici di Fare! e del senatore Maurizio Rossi. Per un totale di 184 voti a favore.

"Tanto rumore per nulla. La maggioranza che sostiene il governo Renzi in Senato c'è ed è comunque autosufficiente, l'approvazione del ddl Enti locali registra poi una larga adesione aggiuntiva", ha sottolineato il senatore Pd Andrea Marcucci. Soddisfazione da parte di Renato Schifani, capogruppo di Ap, che ha tenuto a evidenziare ai giornalisti la compattezza dei centristi. "Da Ap ci sono stati 29 voti a favore su 31, con due assenti ampiamente giustificati. Se questi sono i numeri di un agguato...". Disciplina rispettata, dunque, da parte dei senatori centristi, che però a breve si riuniranno in assemblea con il leader Angelino Alfano. A cui i "dissidenti" manifesterano il proprio disagio.
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