ECONOMIA

Entro 60 giorni un piano d'azione

Agcom: ultimatum a Vivendi per scendere in Mediaset o in Telecom

La società francese ha in Telecom una quota del 23,9 per cento e in Mediaset ha il 29,9 per cento. Dodici mesi di tempo per ridurre la partecipazione nell'una o nell'altra compagnia e rimuovere la posizione vietata dalla legge sui tetti di controllo nei media e telecomunicazioni. L'Agcom è stata attivata da un esposto di Mediaset. Immediata la reazione dei francesi che annunciano ricorsi al TAR e all'Unione Europea.

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di Tiziana Di Giovannandrea Un anno di tempo a Vivendi per scendere nel capitale di Mediaset o di Telecom e rimuovere la posizione vietata in cui si trova. L'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha così deciso, a seguito dell'esposto presentato nel dicembre del 2016 da parte di Mediaset sul tentativo di scalata di Vivendi ai propri danni e sul controllo di fatto di Telecom che la società d'oltralpe ha, violando in questo modo la legge sui tetti di controllo nei media e telecomunicazioni.

La società francese detiene in Telecom una quota del 23,9 per cento e in Mediaset ha il 29,9 per cento. L`Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, alla luce degli elementi acquisiti nel corso dell`istruttoria, ha accertato che la posizione della società Vivendi "non risulta conforme alle prescrizioni di cui al comma 11 dell`articolo 43 del decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, in ragione delle partecipazioni azionarie dalla stessa detenute nelle società Telecom Italia e Mediaset", si legge in un comunicato.

Pertanto l`Autorità ha ordinato alla società Vivendi " di rimuovere la posizione vietata nel termine di 12 mesi a far data dalla notifica del provvedimento adottato oggi e già notificato. Allo scopo di consentire all`Autorità di svolgere un`adeguata attività di monitoraggio, Vivendi è tenuta a presentare entro 60 giorni uno specifico piano d`azione che la società intende adottare per ottemperare all`ordine ".

L'Agcom ha poi ricordato che in caso di inottemperanza all'ordine è applicabile la sanzione amministrativa prevista per legge e cioè a Vivendi può essere applicata una sanzione del valore tra il 2 e il 5 per cento del suo fatturato.

Non si è fatta attendere la risposta della società francese che ha comunicato in una nota che Vivendi " accoglie con sorpresa la decisione adottata dall'Agcom " e  " si riserva di adottare ogni opportuna iniziativa in tutte le sedi competenti contro la decisione presa dall'Agcom per tutelare i propri interessi, inclusa la presentazione di un ricorso al Tar e di un esposto alla Commissione Europea per segnalare la violazione di fondamentali principi del diritto Ue ".
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