Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/Vivian-Maier-arriva-a-Milano-559475cd-e2ff-44d7-8c0c-5bd0313f43e5.html | rainews/live/ | (none)
CULTURA

Dal 20 novembre

Vivian Maier arriva a Milano

Esposte centoventi foto in bianco e nero, degli anni Cinquanta-Sessanta, e una selezione di immagini a colori  degli anni Settanta. oltre ad alcuni filmati in super 8 che mostrano come si avvicinasse ai suoi soggetti. E così approda per la prima volta a Milano il personaggio della fotografia più misterioso e affascinante degli ultimi tempi, bambinaia della upper-class, nel tempo libero fotografa con la sua Rolleiflex.

Condividi
di Cristina Bolzani Dopo la mostra al Man di Nuoro, arriva a Milano - dal 20 novembre al 31 gennaio - la mostra Vivian Maier. Una fotografa ritrovata: saranno esposte 120 foto in bianco e nero, degli anni Cinquanta-Sessanta, e una selezione di immagini a colori  degli anni Settanta. oltre ad alcuni filmati in super 8 che mostrano come si avvicinasse ai suoi soggetti. E così approda per la prima volta a Milano il personaggio della fotografia più misterioso e affascinante degli ultimi tempi, bambinaia della upper-class, nel tempo libero fotografa con la sua Rolleiflex. 

Aldilà della vivacità dei suoi scatti in 'presa diretta' per le vie della città, con un occhio attento al dettaglio, curioso e attratto dalla composizione, il mistero della sua fotografia nasce da due aspetti. Prima di tutto Vivian Maier sembrava fotografare per se stessa, se pensiamo che le sue fotografie non sono mai state esposte né pubblicate mentre lei era in vita, e che la maggior parte dei rullini non sono stati sviluppati; i negativi delle sue foto saranno ritrovati casualmente nel 2007 da John Maloof, in seguito all'acquisto all'asta di parte dell'archivio della Maier confiscato per un mancato pagamento. E' firmato da lui con Charlie Siskel  Finding Vivian Maier.



Dal punto di vista fotografico la caratteristica forse più interessante che spicca nel suo lavoro sono i molti autoritratti. Vivian Maier aveva un austero sguardo auto-riflessivo che vediamo proiettarsi nelle vetrine, nelle pozzanghere, nell'ombra incombente sul soggetto della fotografia. Scrive Marvin Heifermann nell'introduzione al catalogo, che «seppur scattate decenni or sono, le fotografie di Vivian Maier hanno molto da dire sul nostro presente. E in maniera profonda e inaspettata Maier si dedicò alla fotografia anima e corpo, la praticò con disciplina e usò questo linguaggio per dare struttura e senso alla propria vita conservando però gelosamente le immagini che realizzava senza parlarne, condividerle o utilizzarle per comunicare con il prossimo. Proprio come Maier, noi oggi non stiamo semplicemente esplorando il nostro rapporto col produrre immagini ma, attraverso la fotografia, definiamo noi stessi».

Vivian Maier. Una fotografa ritrovata
Milano, Forma Meravigli
20 novembre-31 gennaio 2016
Condividi