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SPETTACOLO

Vizi privati, pubbliche virtù e molti piani sequenza: addio a Miklós Jancsó

È morto a 92 anni il regista ungherese Miklós Jancsó, vincitore del premio per la miglior regia al Festival di Cannes nel 1972 e celebre per i piani sequenza. Attivo anche in Italia tra anni '60 e '70 dove girò un film scandalo con la futura Cicciolina.

Miklós Jancsó, foto di Rita Molnár (wikipedia)
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È morto a 92 anni il regista ungherese Miklós Jancsó, vincitore del premio per la miglior regia al Festival di Cannes nel 1972 per 'Salmo Rosso'. La morte di Jancso, sopraggiunta dopo una lunga malattia, è stata annunciata dall'Associazione dei registi ungheresi. 

Nato il 27 settembre 1921 a Vac, una cittadina a nord di Budapest, si diplomò in cinematografia nel 1951. Noto per i suoi lunghi piani sequenza e per rappresentare lo scorrere del tempo nelle sue epopee storiche attraverso i cambi di costume, Jancsó fu premiato a Cannes per il racconto delle rivolte contadine ungheresi del 19esimo secolo. 

Tra i più autorevoli esponenti del "Nuovo cinema ungherese", Jancso conquistò la notorietà internazionale con la trilogia che comprende "I disperati di Sandór" (1964), "L'armata a cavallo" (1967), tratto dall'opera omonima del 1926 dello scrittore russo Isaak Babel, e "Silenzio e grido" (1968).

A Cannes nel 1975 fece scandalo con 'Vizi privati, pubbliche virtù'  (soggetto e sceneggiatura erano dell'allora moglie italiana Giovanna Gagliardo) per le scene di nudo integrale: quella che per lui era una metafora dell'essere indifesi, gli attirò grande attenzione, pubblico e polemiche. 'Vizi privati, pubbliche virtù', in cui compare anche Ilona Staller non ancora nota come Cicciolina, fu uno dei film che il regista girò in Italia, dove si trasferì nel 1968 e dove rimase per dieci anni, prima di tornare a Budapest. 

Tra le altre pellicole italiane si ricorda la prima del 1970, 'La pacifista' con protagonista Monica Vitti. Considerato uno dei grandi cineasti del 20esimo secolo a fianco di Michelangelo Antonioni e Ingmar Bergman, nel 1990 Jancsó venne insignito del Leone d'oro alla carriera alla Mostra del cinema di Venezia.

Jancsó, che ricevette per due volte il premio Kossuth, più alto riconoscimento artistico in Ungheria, si separò dalla Gagliardo, conociuta a Budapest nel 1968 e con cui visse e lavorò per dieci anni a Roma, nel 1980, per sposare l'anno dopo Zsuzsa Csákány. Negli anni successivi si dedicò soprattutto al teatro e alla televisione.
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