ECONOMIA

Anticipazione di Automotive News

Voci su un interesse cinese per Fca. Il titolo vola in Borsa

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La Cina punta gli occhi su Fca. Diversi gruppi automobilistici, fra i quali il colosso Great Wall Motor, hanno espresso interesse per la società guidata da Sergio Marchionne: un'offerta è anche arrivata sul tavolo di Fiat Chrysler ma è stata respinta perché ''non abbastanza allettante''.

L'indiscrezione di Automotive News, non commentata da Torino, riaccende i rumors su un possibile risiko dell'auto e mette le ali al titolo Fca sulle due sponde dell'Atlantico. A Piazza Affari chiude in rialzo dell'8,15%, a Wall Street vola del 7,84%.

Un partner cinese per Fca avrebbe senso - afferma l'analista di Morgan Stanley, Adam Jonas - visto che la Cina è il principale mercato per i Suv e Jeep è sinonimo di Suv. Fiat Chrysler - aggiunge - ha un ''sostanziale valore nascosto'' concentrato nei marchi Jeep, Maserati e Marelli/Comau. Secondo Business Insider, Marchionne punta proprio a liberare questo valore nascosto: lo ha fatto con la quotazione di Ferrari, che ora ha una capitalizzazione di 20 miliardi di dollari e una perfomance in Borsa migliore di quella di Tesla. E potrebbe farlo unendo Maserati-Alfa Romeo, per poi passare a Jeep, gioiello della corona di Chrysler e motore degli utili di Fca.

E proprio sul marchio Jeep sarebbe concentrato l'interesse della Cina: ''Ogni eventuale vendita'' di Fca a un colosso cinese ''includerebbe i marchi Jeep e Ram, ma anche Chrysler, Dodge e Fiat. Ne sarebbero invece escluse Maserati e Alfa Romeo che, come Ferrari, potrebbero essere separate per massimizzare il valore per Exor'', riporta Automotive News.

Per ora l'offerta presentata è caduta nel vuoto, ma altri gruppi cinesi starebbero conducendo una due diligence su Fca per un'eventuale acquisizione, e ci sarebbero stati anche incontri faccia a faccia. A spingere i colossi cinesi a guardare a Fca è, oltre all'appeal della sua presenza globale e del suo portafoglio di prodotti, la pressione di Pechino per ''crescere fuori dai confini nazionali''. La direttiva governativa 'China Outbound' spinge infatti le aziende cinesi ad acquistare asset all'estero nei loro settori industriali e a gestirle per ''lasciare il segno'', come fatto da Geely fin dall'acquisizione di Volvo nel 2010.

Secondo alcune stime, le aziende cinesi spenderanno 1.500 miliardi di dollari nell'acquisizione di società straniere nei prossimi 10 anni, il 70% in più rispetto ai livelli attuali. Mettere le mani su Fca per una casa automobilistica cinese significherebbe sbarcare sul mercato nordamericano, conquistando uno dei suoi marchi icona, Jeep.
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