Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/Web-il-capo-intelligence-italiana-Giampiero-Massolo-Serve-compromesso-tra-sicurezza-e-garanzie-degli-utenti-8a018f21-68cf-4c30-9ca6-40d5f50199cf.html | rainews/live/ | true
TECH

Internet

Web, il capo dell'intelligence italiana: "Serve compromesso tra sicurezza e garanzie degli utenti"

Il direttore del Dipartimento informazioni e sicurezza Giampiero Massolo, in un convegno a Roma, parla della lotta al cybercrime. Sui terroristi che fanno proselitismo sul web dice: "Non sappiamo di progettualità specifiche, ma l’attenzione e la vigilanza sono molto alte”

Giampiero Massolo (Ansa)
Condividi
di Andrea BettiniRoma “Noi tutti siamo utenti della Rete e a tutti piace essere utenti di una Rete sicura. Le Reti non si fanno sicure da sole. Ci vuole un regolatore, ci vuole un uso oculato da parte degli utenti, ci vuole buonsenso reciproco. Questo implica accettare una dose forse maggiore di esigenze di sicurezza rispetto al passato”. Secondo Giampiero Massolo, il responsabile dell’intelligence italiana, nei prossimi anni si andrà verso un compromesso tra chi privilegia le necessità della sicurezza e chi pensa soprattutto alle garanzie per gli utenti.

La Rete nuova frontiera del crimine 
Il direttore del Dipartimento informazioni e sicurezza è intervenuto a un convegno a Roma, organizzato dalla rivista Formiche e dall’Atlantic Council. Al centro del dibattito c’erano i temi del cybercrime e della cybersecurity. In un mondo sempre più digitalizzato, la nuova frontiera per organizzazioni criminali, spioni e malintenzionati sono i crimini informatici, lo spionaggio attraverso la Rete, le guerre condotte anche per via cibernetica.

Alta vigilianza sul proselitismo dell'Isis 
Per l'economia il conto è salato: secondo alcuni studi, il cybercrime costa a quella italiana più di 6,5 miliardi di euro. Per gli Stati i problemi sono anche maggiori. Tra i fenomeni recenti c'è il proselitismo fatto in Rete dall'autoproclamato Stato islamico. Un fenomeno su cui c’è grande attenzione. Per quanto riguarda il rischio di attentati terroristici, in l'Italia "non ci sono progettualità specifiche di cui siamo a conoscenza, ma ciò non vuol dire che non siamo preoccupati per la auto-radicalizzazione di alcuni soggetti attraverso il web, ha spiegato Massolo, aggiungendo che “l’attenzione e la vigilanza sono molto alte”.

"Pubblico e privato devono collaborare" 
Per fronteggiare la minaccia cibernetica, ha dichiarato, "pubblico e privato devono organizzare insieme un sistema di difesa collettivo e condiviso. "In questo ambito - ha spiegato Massolo - il compito dei servizi è quello di far diminuire il gap informativo a beneficio di chi deve affrontare la minaccia e lo facciamo 'sotto il pelo dell'acqua', attraverso il fattore umano in modo da offrire alle autorità la possibilità di agire in maniera informata".
Condividi