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MONDO

Uppsala

Wikileaks, bocciata in Svezia richiesta detenzione Assange per stupro

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Il tribunale distrettuale di Uppsala, in Svezia, ha respinto la richiesta di arresto per Julian Assange.

La procura aveva inoltrato una richiesta formale di arresto per il fondatore di Wikileaks con l'accusa di violenza sessuale.

A metà maggio, il procuratore incaricato dell'inchiesta Eva-Marie Persson aveva annunciato la riapertura delle indagini contro il fondatore di Wikileaks, 47 anni, dopo il suo arresto avvenuto a Londra l'11 aprile scorso. Una settimana dopo, l'ufficio del pubblico ministero aveva chiesto la sua detenzione, preludio alla richiesta di estradizione.

L'arresto di Assange in Gran Bretagna, seguito dalla riapertura delle indagini in Svezia, aveva riacceso le speranze della denunciante di vedere il fondatore di WikiLeaks consegnato al paese scandinavo per un processo da svolgersi prima dell'agosto 2020, quando scatterà la prescrizione. La donna accusa l'australiano di aver fatto sesso con lei mentre dormiva. Da parte sua, Assange ha sempre negato i fatti e sostiene che la donna fosse stata consenziente.

Secondo il Daily Mail, Assange non può essere estradato in Svezia ma potrebbe essere interrogato per il caso di stupro in Gran Bretagna.

Il tribunale del distretto di Uppsala ha rifiutato la richiesta di detenzione in absentia. Questa decisione non significa che le indagini preliminari verranno interrotte, ma che il fondatore di Wikileaks potrebbe essere interrogato a Londra dove si trova in cella per scontare la detenzione per la violazione dei termini della libertà vigilata.
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