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MONDO

Il percorso verso la canonizzazione

Wojtyla e Roncalli, le tappe della canonizzazione

Per Giovanni Paolo II sono stati accertati due miracoli: la guarigione di suor Marie Simon-Pierre Normand dal Parkinson e la guarigione di Floribhet Mora. Per Giovanni XXIII dal 1966 sono state raccolte raccolte più di 300 testimonianze in 18 processi informativi. Non è stata necessaria la verifica di un secondo miracolo

Papa Wojtyla (archivio)
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Roma Wojtyla
Il 3 maggio del 2005 il cardinale Camillo Ruini esprime alla Congregazione delle Cause dei Santi la volontà della diocesi di Roma di costituirsi attore della causa di canonizzazione di Giovanni Paolo II, morto il 2 aprile precedente, chiedendo la dispensa dal termine stabilito di cinque anni dalla morte per l’apertura della procedura. Papa Benedetto XVI  accetta la richiesta il 9 maggio concedendo la dispensa per l’aura di santità che ha accompagnato la figura di Karol Wojtyla anche prima della morte.

La guarigione di suor Marie
Il 28 giugno del 2005 si avvia la causa di beatificazione con l’inchiesta di prassi. Il 2 aprile 2007, nella basilica di San Giovanni in Laterano in Roma, il cardinale Camillo Ruini dichiara terminata la fase diocesana del processo di beatificazione.

Il 4 maggio del 2007 si apre la fase vaticana. Il 19 dicembre del 2009 Benedetto XVI concede la sua approvazione all’iter della causa di beatificazione di Giovanni Paolo II. A seguire, gli specialisti della commissione medica confermano l’inspiegabilità scientifica della guarigione di suor Marie Simon-Pierre Normand dal morbo di Parkinson. La malattia le era stata diagnosticata nel 2001.

La guarigione di Floribhet Mora
Il primo maggio del 2011 la beatificazione. Durante il rito avviene una guarigione inspiegabile scientificamente. Papa Francesco approva il miracolo attribuito all’intercessione del beato Giovanni Paolo II e firma il decreto super miraculo, aprendo la strada per la canonizzazione. Il miracolo riguarda la guarigione di una donna del Costa Rica, Floribhet Mora, avvenuta la sera dell’1 maggio 2011, il giorno nel quale Giovanni Paolo II è stato proclamato beato. Proprio quel giorno, la donna, colpita da una grave lesione cerebrale, lo ha pregato ed è stata guarita. Durante il Concistoro ordinario pubblico del 30 settembre 2013, la data per la canonizzazione è stata fissata per il 27 aprile 2014.

Roncalli
Molti vescovi avrebbero voluto proclamare Giovanni XXIII santo per acclamazione, ma Papa Montini preferì aprire nel 1965 la causa di beatificazione

La guarigione di Suor Cristina
Dal 1966 sono state raccolte raccolte più di 300 testimonianze in 18 processi informativi. Per la beatificazione è necessario un miracolo e nel caso di Papa Roncalli fu ritenuta miracolosa la guarigione improvvisa - avvenuta a Napoli il 25 maggio 1966 - di suor Caterina Capitani, delle Figlie della Carità, sofferente per una gastrite ulcerosa emorragica gravissima. La suora, dopo aver pregato Papa Giovanni XXIII insieme alle consorelle, in una visione lo ha visto mentre la confortava. Dopo la visione suor Caterina riacquista la salute: la guarigione viene dichiarata scientificamente inspiegabile da parte della Consulta medica della Congregazione per le Cause dei Santi. I consultori teologi e i Padri, Cardinali e Vescovi della Congregazione hanno riconosciuto gli estremi del miracolo e Giovanni Paolo II lo ha approvato come tale con decreto del 27 gennaio 2000.

La canonizzazione del beato Giovanni XXIII
Il concistoro convocato da papa Francesco il 30 settembre 2013 ha sancito la volontà di procedere alla canonizzazione di Giovanni XXIII secondo la procedura detta pro gratia. La legislazione canonica prevede che la canonizzazione di un beato possa essere compiuta anche senza la certificazione – di solito richiesta - di un nuovo miracolo.

Per Papa Francesco nel caso di Roncalli basta la testimonianza di vita cristiana di Papa Giovanni XXIII; fra i vari insegnamenti e tappe della sua “carriera” si ricordano in particolare la convocazione del Concilio Vaticano II e la predicazione della pace, esposta in dottrina con l’enciclica Pacem in terris.
 
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