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CULTURA

Al secondo posto nella sezione Ritratti

Il World Press Photo premia Andy Rocchelli, il reporter italiano morto in Ucraina

Non foto di guerra ma scatti dal taglio sociale, realizzati in Russia nel corso di 4 anni. Un lavoro che testimonia la sensibilità del reporter per le storie per le persone oltre l'obiettivo

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di Silvia BalducciAmsterdam A 10 mesi dalla morte sul campo di Andy Rocchelli, il fotoreporter colpito da un colpo di mortaio vicino a Sloviansk in Ucraina nel maggio 2014, arriva il riconoscimento del World Press Photo, secondo posto nella sezione Ritratti. Non foto di guerra ma scatti dal taglio sociale, realizzati in Russia nel corso di 4 anni. Un lavoro che testimonia la sensibilità del reporter per le storie per le persone oltre l'obiettivo.

A Russian Interiors Andy Rocchelli ha lavorato fino al 2013. Ma la raccolta è nata quasi per caso. Rocchelli, infatti, si guadagnava da vivere fotografando per un'agenzia russa ragazze interessate a siti di incontri. Ma quelle immagini raccontavano molto di più e così ha deciso di immortalare anche altre donne.

"Questo lavoro più di tutti racconta la delicatezza di Andy, la sua sensibilità, la sua capacità di entrare sempre in contatto con le persone" racconta Arianna Arcara del collettivo Cesura fondato 7 anni fa e di cui faceva parte anche Rocchelli. 

Perché proprio questo lavoro e non gli scatti in Ucraina?
"Credo che abbiano voluto premiare un progetto a lungo termine, un lavoro durato 4 anni, che si discosta anche un pò dalla tipologia di foto solitamente premiate. Per l'Ucraina hanno scelto gli scatti del francese Jèrome Sessini" spiega Arcara. 

Cosa significa questo premio per voi?
"Per noi è un grande motivo di orgoglio. Resta solo i dispiacere per il fatto che Andy non possa godere di questo risultato. Per noi è una spinta in più a continuare nel nostro lavoro".

Per il gruppo del collettivo Cesura il maggio scorso la morte di Rocchelli è stato un duro colpo. "Emotivamente è stata durissima, ma abbiamo cercato di concentrarci sempre più sul nostro lavoro. Un modo per rendere omaggio a Andy" spiega Arcara. In questi mesi dunque tanti i lavori realizzati dal gruppo: sulla Crimea, sulla Libia o ancora su Gaza. Il collettivo si è inoltre dedicato alla pubblicazione di Russian Interiors. La prima edizione è uscita a novembre 2014, 700 copie finite in un mese. A breve uscirà anche la seconda.
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