MONDO

Yemen, almeno 4 morti nel bombardamento di centro ospedaliero Msf

Rinviato il prossimo round di negoziati fra il governo e i ribelli sciiti degli Houthi

Immagine di repertorio
Condividi
Almeno 4 persone sono morte e una decina sono rimaste ferite nell'impatto di un missile contro un centro sanitario gestito da Medici senza Frontiere nel nord dello Yemen. Secondo quanto riferisce l'ong nel suo account su Twitter,
il centro ospedaliero colpito si trova nella zona di Razeh, nella provincia di Saada, che è la principale roccaforte dei
ribelli Houthi. La portavoce ha aggiunto di non sapere se il centro sia stato colpito da un bombardamento aereo della coalizione a guida saudita o da un missile lanciato da terra.

Non è tuttavia ancora chiaro se il missile sia stato lanciato da un aereo e se le vittime siano malati o personale medico; nello scorso dicembre Msf aveva accusato l'aviazione della coalizione araba a guida saudita di aver colpito una delle proprie cliniche mobili a Taez, causando nove feriti.

Le risposte alle critiche di Ban Ki-moon
Intanto, la coalizione araba a guida saudita impegnata nello Yemen contro i ribelli sciiti degli Houthi ha smentito di aver utilizzato delle bombe a grappolo, dopo che il Segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, aveva avvertito che il loro uso poteva essere considerato un crimine di guerra.

Il portavoce della coalizione ha smentito le notizie riportate dall'ong Human Rights Watch riguardo al possibile utilizzo di bombe a grappolo, sottolineando come il "90% delle operazioni aeree sia rivolto contro le rampe di lancio dei missili Scud", un tipo di bersaglio contro il quale non è possibile usare questo tipo di munizioni.

Infine, il prossimo round di negoziati fra il governo yemenita e i ribelli sciiti degli Houthi, previsto il 14 gennaio, è stato rinviato al 20 o 23 gennaio: lo ha reso noto il ministro degli Esteri yemenita, Abdel Malak al-Mekhlafi.

Secondo al-Mekhlafi, l'inviato dell'Onu per lo Yemen, Ismail Ould Ahmed, si recherà a San'a per convincere i ribelli ad accettare le nuove date e ottenere la revoca del blocco imposto alla città di Taez e l'invio di aiuti umanitari.
Condividi