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SPETTACOLO

Festival del film di Roma

A 20 anni dal Postino, Roma ricorda Massimo Troisi. Il pubblico premia le favelas di Daldry

Il cineasta inglese con "Trash" vince il premio nella sezione Gala, la più importante del Festival del Film. Tra i riconoscimenti all'Italia quello per la miglior opera prima ad Andrea di Stefano con "Escobar: Paradise Lost"

Stephen Daldry (Ansa / Stringer)
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di Laura SquillaciRoma È calato il sipario sulla nona edizione del Festival del Film di Roma, l'ultima, dopo tre consecutive, diretta da Marco Müller. Tanti i premi assegnati dal pubblico e la festa non finisce ancora. All'Auditorium Parco della Musica si chiudono i battenti con un omaggio a Massimo Troisi.
 
I ragazzi delle favelas di Rio hanno portato fortuna all'inglese Stephen Daldry che dopo Billy Elliot realizza un altro magnifico affresco sull'adolescenza. Sin dalla prima proiezione pubblica si era compreso che questo film aveva conquistato il cuore di tantissimi spettatori. A colpirli il volto pulito di due ragazzini abbandonati, aiutati soltanto da una Rooney Mara assistente di un missionario disilluso.
 
Un ideale secondo gradino del podio, quello di Cinema d'oggi, tocca al film "12 citizens", di Xu Ang, che racconta la Cina attraverso la giuria di un processo. Passando da un Continente a un altro si arriva fino in India, anzi fino al Kashmir, dove è ambientato "Haider", l'Amleto del regista Vishal Bhardwaj che trionfa nella sezione Mondo genere. 

Gli universitari di tutta Italia potranno riconoscersi nel film dell'italianissimo Rohan Johnson, "Fino a qui tutto bene", ultimo weekend comunitario per un manipolo di studenti fuori sede a Pisa, che vince nella sezione "Cinema italia-Fiction".

Il premio Taodue alla migliore opera prima va al film di Andrea di Stefano "Escobar: Paradise Lost". Sul palco dell'Auditorium ha detto grazie alla sua paziente moglie che lo ha supportato e sopportato nei cinque anni di gestazione del film, storia vera del più grande narcotrafficante latino americano di tutti i tempi. E forse qui una parte del merito va anche a Benicio Del Toro che ha prestato il volto ad un personaggio scomodo ma anche molto amato dalla sua gente.
 
Ma il Festival non finisce qui. Fra gli altri eventi della domenica conclusiva, alle 20.30 nella Sala Sinopoli è stata proiettata la versione restaurata da Film & Video de "Il Postino", pluripremiato lungometraggio diretto da Michael Radford. La pellicola, trasposizione cinematografica de "Il postino di Neruda" dello scrittore cileno Antonio Skàrmeta, è stata presentato a vent’anni dalla morte del grande attore napoletano Massimo Troisi. Sul red carpet del Festival la sua compagna sul set Maria Grazia Cucinotta.
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