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CULTURA

Accordo tra l'azienda sudcoreana e Venetian Heritage

Samsung e Accademia di Venezia insieme per il museo 2.0

Un progetto di allestimento delle prime cinque sale delle Gallerie dell'Accademia di Venezia per un 'concept' di museo interattivo con lavagne interattive, tablet che ricevono informazioni lungo il percorso, totem e app dedicati per una fruizione delle opere d'arte al passo con i tempi. Il ministro Franceschini: "Esempio per altre aziende"

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di Celia GuimaraesRoma Mettere insieme risorse private e patrimonio culturale pubblico, far sì che i musei siano contemporanei dei nativi digitali. Promuove la didattica digitale tra studenti e studiosi, garantire la fruizione delle opere d’arte anche alle persone con disabilità.
Sono alcune  delle premesse dell’accordo di collaborazione tra Samsung, una delle più grandi aziende tech del mondo, e Fondazione Venetian Heritage in vista dell’apertura delle nuove ‘Grandi Gallerie’ dell’Accademia veneziana. Senza dimenticare i prossimi appuntamenti del 2015 con l’Expo.

L'accordo è stato presentato a Roma al ministero della Cultura e turismo, alla presenza del ministro Dario Franceschini e del sovrintendente del polo museale veneziano Giovanna Damiani.

Incrementare le visite
Sono  600 mila euro in hardware gli investimenti fatti dell’azienda sudcoreana  e che a fine aprile, in concomitanza con l'Expo e la Biennale delle Arti visive, permetteranno l'apertura di 5 nuove sale (già precedentemente restaurate dalla soprintendenza) nelle Grandi Gallerie al piano terra dell'Accademia portando da 300 a 500 il numero delle opere esposte, con tele anche mai viste dal pubblico.
Questo  primo intervento porta all’avvio dell’allestimento di quel ‘grande museo’ che potrebbe ricevere ben più dei 300 mila visitatori l’anno di adesso.

Tecnologia immersiva
Altro intervento prevede di dotare le Gallerie dell’Accademia di tecnologie innovative che consentano ai visitatori di approfondire, grazie all’interazione digitale, i luoghi, il contesto, la storia degli artisti e dei dipinti, il loro legame con il territorio.
Quello  che la tecnologia aggiungerà sarà la formazione previa e quindi consapevole del percorso. Qualcosa in  più della semplice audio guida o dell’antica gita scolastica, per arrivare ad una forma di fruizione contemporanea dell’opera d’arte.

Lavagne dialogano con tablet
Si parte da due megaschermi multimediali, lavagne interattive che possono ‘dialogare’ con trenta tablet contemporaneamente e fornire tutte le informazioni aggiuntive arrivate dai 'beacons' (del tipo bluetooth 4.0) con un sistema proprietario Samsung per dispositivi Android. I contenuti multimediali saranno differenziati per target di consumatori (bambini, studenti, famigle, esperti e via di seguito).

Smart classroom
Secondo Mario Levratto, capo del marketing e relazioni esterne dell’azienda in Italia, “le nostre tecnologie, tra cui tablet e monitor avanzati, verranno messe al servizio dei visitatori, in particolare dei più giovani, all’interno di una ‘Smart Classroom’, una classe digitale dove si potrà scoprire all’insegna della massima partecipazione la storia delle opere esposte” Ci saranno anche totem interattivi e tablet con app dedicata accanto ai principali capolavori esposti.

Riferimento per le aziende
"Un intervento – ha commentato il ministro della Cultura Dario Franceschini a proposito dell’accordo - che parte ben prima dell'introduzione dell'art bonus e quindi, se possibile, ancor più meritevole e che spero sia di riferimento anche per altre aziende che vogliano contribuire a salvaguardare il nostro patrimonio".
   "Ora – ha osservato la soprintendente per il patrimonio storico artistico e per il Polo museale di Venezia, Giovanna Damiani - partiamo con queste cinque sale. Da qui ad aprile speriamo maturino i tempi per intervenire anche sulle altre sei che rimangono".
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