FOOD

Eccellenze italiane

Addio al 're' dei confetti, scompare a 65 anni Antonio Pelino

L'imprenditore ha avuto un malore mentre stava effettuando, insieme ad alcuni familiari, una escursione sul Monte Plaia di Introdacqua

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Addio al 're' dei confetti. E' morto, all'età di 65 anni, Antonio Pelino uno dei discendenti della famiglia abruzzese che da oltre sette generazioni produce il famoso dolce, distribuito in molte parti del mondo. Dagli Stati Uniti alla Cina, passando per tutta Europa, fino all'Australia e alla Russia. A Londra e New York le esportazioni proseguono da oltre cinquant'anni, e sono presenti filiali, così come in Francia. Un eccellenza, dunque, per il nostro Paese. L'imprenditore - docente universitario - ha avuto un malore mentre stava effettuando, insieme ad alcuni familiari, una escursione sul Monte Plaia di Introdacqua, in provincia dell'Aquila.  

L'azienda Pelino: una delle eccellenze italiane
L'azienda è stata fondata nel lontano 1783. Da allora, al passo con i tempi e i gusti, nel rispetto della qualità e del benessere del consumatore, vengono prodotti diversi tipi di confetti. Ogni hanno si parla di diverse centinaia di tonnellate: oltre 150 i tipi prodotti. Si va da quelli più classici, bianchi con mandorle, a quelli ripieni di nocciole, cioccolato, gianduja. Fino ad arrivare a quelli al cappuccino e al liquore. Lo stabilimento, progettato nel 1890, è ancora lo stesso, e oggi è perfettamente in funzione. Tanti i riconoscimenti ricevuti dai Pelino: 66 onoreficienze nazionali e internazionali, medaglie d'oro, stelle al merito e Gran Premi.

Un museo celebra il famoso confetto italiano
Un’ampia superficie dell’insediamento produttivo è dedicata al Museo Confetti Pelino dove è possibile ammirare una vasta esposizione di macchine antiche per la produzione di confetti e varie attrezzature, cimeli e preziosi, oggetti rari riguardanti l’antica arte sulmonese della confetteria. Il museo è stato fondato dalla famiglia Pelino nel 1988 ed è destinato a celebrare non solo la storia illustre della società Pelino stessa, ma anche quella degli altri antichi artigiani che hanno contribuito alla fama di Sulmona con la loro abilità dal periodo tardo medievale in poi.




In un’altra stanza è possibile ammirare la ricostruzione di un laboratorio di confetti del 18° secolo, tra cui utensili e apparecchiature speciali dell’epoca per macinare, tostare e lucidare, oltre ad antichi contenitori di ingredienti. Di particolare interesse è il dispositivo utilizzato nella produzione di ‘confetti al rosolio’. La storia della confetteria dal 1800 in poi si può seguire attraverso i macchinari esposti nel nostro museo: dall’arrivo dell’energia a vapore fino ad arrivare all’introduzione dell’energia elettrica nel 1893. È possibile infatti ammirare sia il primo motore elettrico dell’azienda che il primo convettore ad aria calda utilizzato nella fabbrica; esposti sono entrambi nel museo. Le varie stampe, fotografie e pannelli informativi possono aiutare i visitatori a comprendere ciò che l’industria dolciaria ha significato per Sulmona e soprattutto a collegare l’attuale attività di oggi a quello che è stato il passato.

Chi era Antonio Pelino
Imprenditore molto apprezzato e conosciuto nel settore dolciario, tra i discendenti della famiglia dell'omonima azienda di confetti. Attualmente dirigeva un'altra azienda di confetti collegata all'azienda madre. Antonio Pelino aveva 65 anni. Era uomo di cultura e di sport. Aveva insegnato Economia nell'Università di Pescara-Chieti ma anche in altri atenei.  Aveva presieduto il Panathlon Club di Sulmona, rilevandone le sorti alla morte del padre Olindo. In questi mesi aveva fondato un'associazione culturale, Ares, producendo già diverse importanti iniziative, con convegni e promozione di pubblicazioni di spessore, in vista delle celebrazioni del Bimillenario Ovidiano. 
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